19 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Nonostante gli impegni internazionali, il reato di tortura è un miraggio da 30 anni

Ilaria Cucchi: a quando il reato di tortura?

La sorella di Stefano Cucchi commenta con soddisfazione l'autorizzazione a procedere contro Carlo Giovanardi per diffamazione. Non sono passate inosservate le pesanti dichiarazioni che il senatore rilasciò nel 2013 ai microfoni della «Zanzara». La Cucchi, inoltre, si appella allo Stato italiano perché introduca il reato di tortura. Che, dopo la ratifica della Convenzione Onu dell'88, ancora manca.

ROMA, (askanews) - «Sono soddisfatta che il senato abbia dato l'autorizzazione a procedere contro Giovanardi per diffamazione. Era ora che qualcuno prendesse una posizione.. Ma lui non mi fa rabbia, mi fa tenerezza. La questione legata a Stefano? Rischia la prescrizione, ma vi assicuro che non finirà così. Ribadisco che sono in arrivo novità importanti». Ilaria Cucchi è intervenuta questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l'emittente dell'Università degli Studi Niccolò Cusano.

ILARIA CUCCHI: GIOVANARDI IRRISPETTOSO NEI CONFRONTI DEI NOSTRI MORTI «Giovanardi è totalmente irrispettoso nei confronti nostri e dei nostri morti, ma la gente ormai credo abbia capito chi sia. Il meccanismo Giovanardi è sempre lo stesso, sempre meno persone per fortuna condividono quello che pensa lui», ha affermato la sorella di Stefano arrestato per possesso di droga il 15 ottobre 2009 e deceduto una settimana dopo in ospedale. «A ottobre rischia di andare in prescrizione il processo, ma sono convinta che questo non succederà. Non mi sono arresa per cinque anni e sono convinta che non finirà qui. Ne riparleremo presto. Ribadisco che ci saranno novità importanti, ve lo assicuro, questo è solo l'inizio, abbiamo fatto tanti passi in avanti, ne dobbiamo fare altrettanti, siamo a metà strada, ma non finisce qui», ha sottolineato.

SI INTRODUCA IL REATO DI TORTURA - Sull'ipotesi di introdurre il reato di tortura, di cui si discute in Parlamento: «E' molto tempo che se ne parla, avremmo dovuto già introdurlo, ma si inventano sempre mille scuse e mille rinvii. Ho la sensazione che in Italia qualcuno non lo voglia, anche se sarebbe un passo fondamentale. Puntualmente i sindacati di polizia ritengono di dover intervenire per impedire che si introduca il reato di tortura. Mi chiedo perché, visto che sono loro stessi che dovrebbero volerla. Forse hanno la coscienza sporca da questo punto di vista», ha aggiunto Ilaria Cucchi. In effetti, nonostante i diversi impegni presi in ambito internazionale, l'Italia ancora non ha introdotto nella sua legislazione il reato di tortura. Il nostro Paese è tra i firmatari della Convenzione Onu contro la tortura e i trattamenti disumani o degradanti, approvata nel 1984 e ratificata dall'Italia quattro anni più tardi. Sono passati 30 anni, ma il reato di tortura è ancora un miraggio.