22 gennaio 2022
Aggiornato 05:30
Immigrati, degrado, nomadi: le periferie dimenticate

I minisindaci: il Campidoglio ci ha lasciati soli

Scoppia la rivolta dei Municipi nell'incontro con la Giunta Marino. Il commissario Pd Orfini li striglia: «Serve compattezza». Ma loro rispondono al DiariodelWeb.it: «Ah sì? Allora perché non ci ascoltate mai?»

ROMA – Ora anche i Municipi si ribellano al sindaco. La riunione di ieri pomeriggio in aula Giulio Cesare tra la Giunta e i consiglieri municipali si è trasformata in una rivolta. E i membri dei parlamentini dei quartieri, da troppo tempo orfani di un filo diretto con il Comune, hanno finalmente avuto modo di indirizzare tutti i loro sfoghi a Ignazio Marino. I più duri sono stati i consiglieri delle periferie, che hanno risposto alla relazione iniziale in cui il primo cittadino rivendicava i suoi successi ricordandogli che esistono anche i problemi del territorio. Con i quali i Municipi si trovano quotidianamente a fare i conti, spesso lasciati totalmente da soli.

IL COMUNE NON RISPONDE«Non siamo contro il sindaco, anzi – mette in chiaro al DiariodelWeb.it Mariano Angelucci, del sesto Municipio – Ho iniziato il mio intervento esprimendo apprezzamento verso la sua linea di legalità e trasparenza, che abbiamo sempre sostenuto e difeso. Ma ciò non toglie che ci siano anche i problemi reali, che noi dei Municipi affrontiamo giornalmente. Il nostro è un territorio che soffre da quindici anni. Abbiamo vinto le elezioni proprio perché ci siamo impegnati con i cittadini a cercare di superare queste mancanze. Noi cerchiamo di fare il possibile con le poche risorse di cui disponiamo, ma ad oggi il Comune non ci ha dato segnali in tal senso. In particolare, da un anno e mezzo denunciamo la malagestione degli immigrati, che vengono destinati quasi interamente sul nostro territorio, che già ha il campo nomadi più grande d’Europa a Salone. Per non parlare del fatto che nell’ultimo decennio abbiamo raddoppiato i nostri abitanti e ci servono strade adeguate. Abbiamo cercato più volte un’interlocuzione con la Giunta, ma non abbiamo mai ricevuto risposte. Il rapporto deve cambiare, e nei fatti».

TERRITORI ABBANDONATI – Gli fa eco sempre ai nostri microfoni Cinzia Lancia, del settimo Municipio: «Ho apprezzato l’amministrazione Marino perché ha messo in pratica interventi eccellenti, anche se non si vedono da fuori: parlo ad esempio dei regolamenti e della rotazione del personale. Ma ci sono due punti deboli. Primo, bisogna accelerare sull’anticorruzione e sulla semplificazione amministrativa. Secondo, noi consiglieri municipali abbiamo bisogno di un coordinamento con il Campidoglio, o almeno di referenti specifici all’interno degli assessorati, per poter segnalare i problemi del territorio direttamente e in forma istituzionale. Il Comune è stato talmente preso dai gravi problemi della città che non è riuscito a tenere un rapporto con i territori stretto quanto sarebbe stato necessario».

MUNICIPI DI SERIE B – Il risultato è che proprio le zone periferiche sono state quelle più dimenticate: «Non tutti i Municipi hanno le stesse esigenze, quindi non bisogna destinare a tutti le stesse risorse – prosegue Angelucci – Vanno stabiliti dei parametri, come il numero delle scuole o i chilometri di strade. Nel primo Municipio il problema è rifare piazza Augusto Imperatore, che dal punto di vista turistico è un intervento certamente importante, ma le periferie hanno priorità più urgenti, che richiedono investimenti superiori. Fino ad oggi, invece, abbiamo ricevuto le stesse cifre degli altri». Le critiche dure e precise dei Municipi, tuttavia, non sono piaciute per niente a Matteo Orfini, commissario del Pd di Roma, che nel suo intervento in conclusione all’incontro ha dato un taglio netto alle lamentele: «Non voglio sentire il ‘noi’ e il ‘voi’ che è risuonato spesso oggi in quest’aula – ha tuonato – È sbagliato, è intollerabile. Serve compattezza».

«VOLETE UNITÀ? ALLORA ASCOLTATECI» – Un richiamo che i destinatari respingono però al mittente: «Sono d’accordo con Orfini, ma il ‘noi’ deve diventare ‘noi’ con un lavoro fatto sul territorio, circolo per circolo, condividendo un progetto di città. È un lavoro che è cominciato, non è ancora finito», ribatte Lancia. «Personalmente non l’ho vista come una strigliata – conferma Angelucci – Sono pienamente d’accordo con Orfini: il partito debba essere unico e proprio per questo bisogna prestare attenzione al sesto Municipio, invece di lasciarlo da solo. Siamo tutti sulla stessa barca». Come a dire: caro sindaco, se vorrai ancora contare sul nostro sostegno, è giunto il momento che cominci ad ascoltarci.