23 aprile 2024
Aggiornato 01:30
La debolezza di Marino spinge il toto-sindaco con grande anticipo

Renzi a Malagò: «Studia da sindaco». Giuntella: «È inutile»

Spunta l'indiscrezione di una candidatura del presidente del Coni a primo cittadino della Capitale. Il presidente del Pd di Roma, al DiariodelWeb.it, ribadisce la fiducia in Marino. Ma non smentisce del tutto: «Malagò sarebbe un ottimo sindaco»

ROMA – Sarebbe Giovanni Malagò l’asso nella manica di Matteo Renzi per il Campidoglio. Secondo quanto riporta oggi il Corriere della Sera, infatti, il premier avrebbe già individuato il suo candidato a succedere all’impopolare primo cittadino in carica, Ignazio Marino. Il suo mandato, sulla carta, dura fino al 2018, ma di questi tempi nessuno è disposto a giurare che una seconda ondata giudiziaria non sommerga la Giunta molto prima della sua data di scadenza naturale. Da qui la pazza idea di puntare sul presidente del Coni e del Canottieri Aniene, proprio in questo periodo molto in vista in città in quanto punta di diamante della candidatura alle Olimpiadi 2024. Uomo dalle mille relazioni, è stimato da sinistra ma anche da destra, dove può contare sulla storica amicizia con Gianni Letta. Lui, di questa ipotesi, non vuole nemmeno sentire parlare. «Siamo alla fantascienza pura», ha risposto stamattina ai cronisti. Ma cosa pensa di questo scenario chi dovrà dare l’ultima parola sulla candidatura alle prossime amministrative, ovvero il Pd di Roma, di cui non sono certo un mistero i rapporti quantomeno altalenanti con il sindaco in carica? Il DiariodelWeb.it lo ha chiesto al suo presidente, Tommaso Giuntella. Che ha ribadito la fiducia politica in Marino. Ma anche la sua personale stima in Malagò…

Presidente Giuntella, cosa pensa di un’eventuale candidatura Malagò?
Stimo Malagò. È una persona in gamba e sarebbe perfettamente in grado di svolgere quel compito. Ma io resto a ciò che si è detto nell’assemblea che presiedo: ovvero che il candidato dopo Marino sarà Marino.

Neanche se l’alternativa venisse imposta dall’alto? Si dice che sia Renzi stesso ad aver scelto il numero uno del Coni.
Non penso. Immagino che Renzi, se avesse questa idea, ne discuterebbe con il commissario del Pd di Roma e con l’assemblea. Sono certo che si tratta solo di suggestioni giornalistiche. Noi rimaniamo alla realtà: nell’ultima seduta sia Marino che Orfini hanno ribadito che non c’è nessun altro candidato in discussione.

Quindi Renzi non vi ha fatto trapelare una sua eventuale intenzione diversa?
Non si è neppure aperta la discussione. Renzi non doveva cercarci perché non c’era nulla da dire.

Ma sarà il Pd di Roma o quello nazionale a decidere?
Sarà il partito di Roma, che sicuramente si confronterà con quello nazionale. È vero che le elezioni a Roma non sono mai una questione che riguarda solo i cittadini, bensì tutto il paese. Ma, quando c’è un sindaco che esce da un mandato, non c’è nemmeno da discutere un’altra candidatura. Lo si ricandida, a meno che non sopravvengano cause di forza maggiore.

Ad esempio?
In passato non ci sono mai state. Mi riferisco al fatto che il sindaco uscente abbia problemi personali o non voglia più continuare.

In questi stessi giorni c’è stata però una decisione proprio di questo tipo da parte di Pisapia a Milano. E se Marino venisse convinto a non ripresentarsi, magari offrendogli, come si ipotizza, un incarico di governo e il posto di capolista alle prossime politiche?
Marino non ha mai fatto intendere di non volersi ricandidare. Anzi ci ha detto che, se vogliamo, possiamo cominciare a pensare al candidato del 2023.