22 ottobre 2021
Aggiornato 07:30
Omicidio di Garlasco | La sentenza

Chiara Poggi era pericolosa per Stasi

Per questo fu «brutalmente uccisa» dal fidanzato. Ne sono convinti i giudici della Corte d'assise d'appello di Milano che lo evidenziano nelle motivazioni della sentenza di condanna a 16 anni di carcere, emessa il 17 dicembre scorso a carico di Alberto Stasi.

MILANO (askanews) - Chiara Poggi era diventata «una presenza pericolosa e scomoda» per il suo fidanzato ed è per questo che Alberto Stasi l'ha uccisa «brutalmente». Ne sono convinti i giudici della Corte d'assise d'appello di Milano che lo evidenziano nelle motivazioni della sentenza di condanna a 16 anni di carcere, emessa il 17 dicembre scorso a carico di Alberto Stasi.

UCCISA BRUTALMENTE - Nel provvedimento di 140 pagine i giudici presieduti da Barbara Bellerio spiegano le ragioni giuridiche che giustificano la condanna dell'ex bocconiano che era stato sempre assolto in tutti i precedenti gradi di giudizio. «Alberto Stasi - si legge in un passaggio del dispositivo - ha brutalmente ucciso la fidanzata che evidentemente era diventata una presenza pericolosa e scomoda, come tale da eliminare per sempre dalla sua vita di ragazzo 'perbene'».

L'AGGRESSORE CONOSCEVA QUELLA CASA - Questa volta, però, i giudici non hanno dubbi sulle responsabilità dell'ex bocconiano: «Chiara Poggi - scrivono - è stata uccisa da una persona conosciuta, che lei stessa ha fatto entrare in casa. La vittima non ha reagito, è stata colpita alla testa e il suo corpo gettato giù da una scala». Elementi, questi, che secondo la Corte d'Assise d'Appello di Milano testimoniano che «l'aggressore conosceva quella casa, come dimostrato anche dal percorso da lui successivamente effettuato all'interno dei locali: entrava in bagno per lavarsi del sangue con cui si era sporcato, si portava poi in cucina dove sostava brevemente (forse per cercare un sacchetto in cui occultare l'arma e altro), quindi usciva».