4 agosto 2020
Aggiornato 21:30
L'evento manda in tilt il Pd. E «la destra» attacca

Storace: «Parlano del Giubileo come della festa dell'Unità»

Il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio al DiariodelWeb.it critica la corsa alla poltrona di commissario tra gli esponenti del Pd: «L'evento rischia di mandare in crisi la città. A meno che non arrivi un miracolo...»

ROMA«Il Papa indice il Giubileo straordinario della misericordia e il meglio che riusciamo a fare è discutere di chi fa il commissario? Anche no». È nientemeno che Matteo Orfini, presidente del Pd nonché commissario del partito a Roma, a dare la sveglia ai suoi. Sono bastati pochi giorni dall'annuncio di Papa Francesco sull'Anno Santo indetto dall'8 dicembre, infatti, per dare il via alla consueta corsa alla poltrona. Chi si aggiudicherà i tanto ambiti poteri speciali per l'organizzazione?

IL CAMPIDOGLIO PUNTA SUL SINDACO – L'ultima parola spetterà a Palazzo Chigi, ma le ipotesi in campo sono già tante. Il Comune punta sulla nomina dello stesso sindaco, così come accadde l'ultima volta, nel 2000. «Questo è il Giubileo della misericordia, non della cuccagna e delle poltrone», taglia corto Ignazio Marino. Che già da questa settimana ha avviato una cabina di regia insieme ad alcuni suoi assessori (quelli ai Trasporti Guido Improta, all'Urbanistica Giovanni Caudo, ai Lavori pubblici Maurizio Pucci e ai Grandi eventi Alessandra Cattoi) per interfacciarsi con gli altri enti coinvolti: il Vaticano, la Regione Lazio e ovviamente il governo.

IL RITORNO DI RUTELLI? – Ma, oltre al primo cittadino, in campo ci sono altre candidature illustri. A partire da quella di chi gestì il Giubileo del 2000, Francesco Rutelli, attualmente disoccupato. Lui si è immediatamente tirato indietro: «Non sono disponibile ad incarichi, al massimo farò il volontario». In seconda battuta, il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Fabrizio Panecaldo fa il nome di Walter Tocci, senatore civatiano anch'egli già coinvolto nell'organizzazione dell'ultimo Anno Santo. Un'alternativa più tecnica sarebbe poi quella del futuro prefetto di Roma, specialmente se si trattasse dell'attuale numero uno della Protezione civile Franco Gabrielli, abituato a gestire grandi eventi.

STORACE: «PD RIDICOLO, COMMISSARIO INUTILE» – Certo è che quella di una maggioranza più interessata ai posti di comando che alle problematiche concrete di una sfida di questa portata non è un'immagine delle più edificanti. E il centrodestra non ha perso tempo per attaccare il governo cittadino su questa figuraccia: «Il Pd sta litigando per accaparrarsi il posto di commissario, accapigliandosi, come sempre, fra correnti e singoli capoccia – analizza Francesco Storace ai microfoni del DiariodelWeb.it – Sono ridicoli: non vorrei avessero scambiato il Giubileo per la Festa dell'Unità». Il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, nonché segretario nazionale de La Destra, non vede di buon occhio il commissariamento: «Non essendoci né i tempi né i progetti per realizzare grandi opere, non mi sembra che si ravvisi la necessità di un'attività in deroga come quella di un commissario. Può essere utile solo per evitare i danni che può fare l'Amministrazione di Ignazio Marino».

COMUNE A RISCHIO PARALISI – Il vero rischio, secondo molti osservatori (non solo tra i banchi dell'opposizione), è che un Giubileo da allestire in fretta e furia in sei mesi mandi definitivamente in tilt una macchina comunale già alle prese con tante patate bollenti. «Onestamente, mi pare di ravvisare una certa dose di difficoltà ad affermare che l'attuale Amministrazione sia in grado di provvedere alle necessità quotidiane di Roma – concorda Storace – Mi sorge il dubbio che la straordinarietà di questo evento possa mandare ancora più in crisi la città. Magari arriva il miracolo...».