18 maggio 2024
Aggiornato 15:00
L'esame al Cdm slitta a giovedì

Per la Buona Scuola di Renzi ancora non suona la campanella

Slitta ancora la riforma della scuola. Il Consiglio dei ministri sottoporrà all'esame la Buona Scuola del premier Matteo Renzi solo nel pomeriggio di giovedì. Intanto l'attesa è grande per i precari della scuola quanto per gli studenti che hanno indetto per domani una manifestazione di protesta contro le decisioni prese dal governo Renzi.

ROMA - Slitta ancora la riforma della scuola. La settimana scorsa il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, aveva posticipato di una settimana la presentazione del ddl. Oggi è Palazzo Chigi a comunicare che si affronterà il nodo scuola solo nel pomeriggio di giovedì, quando, alle 17.30, il Consiglio dei ministri procederà all'esame del disegno di legge. «Sulla scuola non bisogna avere fretta, non bisogna rincorrere nessuno, voglio avere un testo definitivo», riferiva il premier, Matteo Renzi, agli esponenti del Partito democratico lo scorso lunedì mattina.

MODALITÀ CONFUSA DI APPLICAZIONE DEL PIANO - Intanto, tra rinvii e slittamenti, l'attesa è grande per chi nella scuola lavora in modo precario e aspetta una svolta. La rivoluzione annunciata dal presidente del Consiglio e dalla responsabile del MIUR sembra smorzarsi quando si parla di numeri. Sembrerebbe, infatti, che delle assunzioni dei 150 mila precari della scuola di cui si parlava all'inizio non sia rimasto che un vago ricordo. Si parla oggi di circa 120 mila occupazioni sicure, quindi in trentamila rimarranno ancora nel limbo del precariato. La data prestabilita dal governo per la presa di servizio dei 120 mila sarebbe quella del primo settembre 2015, ma l'unica certezza sembra essere il miliardo di euro indirizzato all'adempimento della riforma dalla legge si Stabilità. Sulle modalità di attuazione del piano della Buona Scuola di Matteo Renzi, infatti, ballano molti punti interrogativi. Le immissioni, come ribadisce la ministra dell'Istruzione, verranno effettuate secondo il reale fabbisogno della scuola e non semplicemente per 'eseguire' le direttive imposte dall'Unione europea – che ha bacchettato l'Italia per la situazione relativa alle assunzioni dei docenti precari.

LE NON ASSUNZIONI - L'ostacolo maggiore sembra comunque essere rappresentato dal tempo. Settembre si avvicina e il percorso scelto dal presidente del Consiglio è sicuramente il più lungo. Si dovrà passare, infatti, prima per il Parlamento, dettaglio, questo, che farà perdere non poco tempo all'attuazione della Buona Scuola. In mancanza della decretazione d'urgenza, l'ipotesi più plausibile sembra quella di dilazionare le assunzioni su due anni, quindi garantendo il posto fisso ai circa 120 mila precari in un tempo raddoppiato. Si procederebbe, così, subito all'assunzione di 50 mila precari, in modo da coprire il turn over e garantire le supplenze annuali. Operazione, questa, che potrebbe sganciarsi dall'iter lungo e spigoloso del disegno di legge, se venisse autorizzata direttamente dal Ministero dell'Economia.

LA PROTESTA DEGLI STUDENTI - Intanto, però, gli studenti, che dovrebbero essere i primi beneficiari della riforma e che invece verrebbero posti in secondo piano, si preparano a farsi sentire. Indetta per la giornata di domani, infatti, una manifestazione di protesta da parte degli studenti. Uno sciopero nazionale che vedrà trenta piazze d'Italia protagoniste della manifestazione. Pronti a difendere le proprie idee di una scuola pubblica, laica e solidale, gli studenti scelgono di opporsi alle decisioni del governo.