26 giugno 2019
Aggiornato 20:30
Tribunale del Riesame

Ruby ter, 8 ragazze ricorrono contro il sequestro

Somme di denaro e altre utilità che, secondo l'ipotesi accusatoria, Silvio Berlusconi avrebbe volutamente messo a disposizione delle ragazze chiamate a testimoniare nei processi Ruby e Ruby bis per «comprare» il loro silenzio. Partita la rogatoria in Messico per far luce sulle attività di Ruby.

MILANO - Si allunga la lista dei ricorsi al Tribunale del Riesame presentate dalle ragazze indagate nell'inchiesta «Ruby ter». E' infatti salito a 8 il numero delle «papi girl» convinte, con questa mossa, di poter ottenere la restituzione del materiale sequestrato dalla Procura di Milano nel blitz del 17 febbraio scorso.
Le prime a rivolgersi al Tribunale del Riesame, in ordine di tempo, erano state nelle scorse settimane Aris Espinoza e Iris Berardi: a casa loro, gli uomini della polizia giudiziaria inviati dai pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio avevano trovato (e sequestrato) diverse somme di denaro (circa 7 mila euro ciascuna), cellulari, tablet, pc, chiavette Usb. Materiale che è attualmente al vaglio degli inquirenti e che le due ragazze vogliono indietro.
In altre 6 hanno ora deciso di percorrere la stessa strada: Francesca Cipriani (gli inquirenti le hanno sequestrato una somma 45 mila euro, divisa in banconote da 500 euro), Alessadra Sorcinelli (che vive a Bernareggio in un villa del valore di 1 mln di euro), le gemelle Imma e Eleonora De Vivo, Myriam Loddo, Raissa Skorkina. Somme di denaro e altre utilità che, secondo l'ipotesi accusatoria, Silvio Berlusconi avrebbe volutamente messo a disposizione delle ragazze chiamate a testimoniare nei processi Ruby e Ruby bis per «comprare» il loro silenzio sul «sistema prostitutivo» che - come confermato da 4 diverse sentenze emesse da 4 diversi Tribunali in due diversi gradi di giudizio - era il filo conduttore delle «cene eleganti» di Arcore.

Partita la rogatoria in Messico per far luce su attività Ruby
Nel frattempo, gli inquirenti si stanno muovendo anche su un altro fronte, quello che riguarda beni e utilità riconducibili a Ruby.
Dalla prima fase delle indagini è emerso come la giovane marocchina abbia un tenore di vita di gran lunga superiore alle possibilità di una ragazza senza fissa occupazione. Proprio per questo è scattata la rogatoria in Messico, necessaria per condurre una serie di verifiche e accertamenti sulle attività commerciali avviate dall'ex compagno Luca Risso a Playa del Carmen, prestigiosa località turistica della costa caraibica dello Yucatan: un ristorante che si chiama «Casa Sofia» (lo stesso nome della bambina della coppia) con annesso pastificio e due palazzine dotate di mini appartamenti da affittare.

Imane Fadil ascoltata come testimone dai pm in Procura
E' in corso da circa un'ora l'audizione di Imane Fadil davanti ai magistrati milanesi titolari dell'inchiesta Ruby ter. La giovane marocchina aveva rivestito il ruolo di «pentita» nei processi Ruby e Ruby bis, dove si era costituita parte civile. Era stata lei a rivelare agli inquirenti i particolari delle serate di Arcore e inoltre di essere stata avvicinata, nella primavera 2011, da un un uomo di origine siriana che le avrebbe dato un appuntamento ad Arcore per offrirle delle somme di denaro.
I pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio stanno ascoltando la sua testimonianza in qualità di persona informata dei fatti: Imane Fadil non fa infatti parte del gruppo di ragazze iscritte nel registro degli indagati per corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. Le sue rivelazioni potrebbero comunque rivelarsi utili ai fini investigativi e offrire riscontri all'ipotesi accusatoria ipotizzata dagli inquirenti: e cioè che Silvio Berlusconi abbia messo a disposizione denaro e altre utilità alle «olgettine» per comprare il silenzio delle ragazze ascoltate come testimoni nei processi Ruby e Ruby bis.