25 agosto 2019
Aggiornato 08:00

Le primarie: da strumento democratico a strumento di potere

Dopo le le turbolente primarie in Liguria, il Pd affronta domani quelle in Campania. Il candidato Migliore, dopo un colloquio col premier in persona, ha deciso di ritirarsi e anche Di Nardo ha seguito le sue orme. L'On. Silvia Giordano, deputata del M5S, ha rilasciato un'intervista a DiariodelWeb.it per spiegarci cosa sta accadendo nella sua regione natale.

ROMA – Dopo le le turbolente primarie in Liguria, il Pd affronta domani quelle in Campania. Il candidato Migliore, dopo un colloquio col premier in persona, ha deciso di ritirarsi e anche Di Nardo ha seguito le sue orme. L'On. Silvia Giordano, deputata del M5S, ha rilasciato un'intervista a DiariodelWeb.it per spiegarci cosa sta accadendo nella sua regione natale.

Dopo i recenti brogli delle primarie del Pd in Liguria, in Campania si profila un quadro abbastanza simile. Cosa ne pensate?
«Proprio pochi giorni fa è uscita la notizia secondo la quale l'attuale sindaco di Salerno avrebbe mandato degli sms ai vertici del Pd, chiedendo di far iscrivere alle liste elettorali quanti più immigranti possibile, e perfino minorenni. Di certo queste primarie sono partite nel peggior modo possibile. Se si pensa che il sindaco in persona abbia sollecitato il voto di minorenni e immigrati, è evidente che queste elezioni non saranno proprio regolari...»

Anche in Liguria moltissimi immigrati hanno ingrossato le fila degli elettori, ma far votare i minorenni non è un reato?
«Spero, per loro, che ritrovino un minimo di parvenza di serietà: perché da come si stanno prospettando queste primarie non ci fanno una gran bella figura. In realtà, il candidato Migliore non avrebbe cambiato le carte in tavola: avrebbe potuto togliere dei voti agli altri candidati, ma la sua candidatura non avrebbe stravolto comunque il risultato finale. I due candidati che faranno la partita saranno invece Cozzolino, che non gode di buona reputazione in Campania, e De Luca, che sta affrontando molte indagini in questo periodo... Tra l'altro, se quest'ultimo vincesse le elezioni, non potrebbe neanche fare il Presidente della Regione a causa della legge Severino: è davvero una barzelletta quello che sta succedendo in Campania. Inoltre, le primarie dovevano svolgersi anche qui quando si sono fatte quelle in Liguria: ma le hanno rimandate moltissime volte!»

Queste primarie sono diventate da strumento di democrazia che dovevano essere uno strumento di potere?
«Sembra più una lotta interna, tra le varie anime del Pd. E attenzione: non parlo di elettorato, parlo del partito stesso. Si vuole capire se è più forte il Pd «napoletano» o quello «salernitano»: è una guerra interna tra chi ha già una poltrona e chi se la vuole conquistare. Senza dubbio non è uno strumento di democrazia a servizio dei cittadini, come dovrebbe essere.»

Sono uscite sui giornali alcune foto che ritraggono i due candidati uno col Consigliere regionale, Carlo Aveta (La Destra) e l'altro con Nicola Turco (ex Pdl): il Patto del Nazareno sta avendo una più fortunata edizione nella politica regionale o in realtà queste alleanze trasversali sono sempre esistite?
«Hai inquadrato benissimo il problema. Fino a due giorni fa le indiscrezioni locali ci dicevano che Forza Italia avrebbe appoggiato Cozzolino. Il realtà qui di «politico» - il termine viene inteso come «buona politica» - c'é ben poco: Cozzolino che viene sostenuto dalle forze del centrodestra e De Luca che si candida nonostante tutta una serie di indagini che ha in corso sono un pessimo esempio di democrazia nel Pd.»

Secondo Lei chi sarà il vincitore?
«Credo che vincerà Cozzolino. De Luca continua a essere «un cane sciolto» per i dirigenti del Pd, e Cozzolino va molto bene anche alla destra».