12 novembre 2019
Aggiornato 21:30

Brunetta: «Col Nazareno Renzi ha sedotto Berlusconi, non me»

In un'intervista rilasciata a Panorama, il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, commenta la politica degli ultimi anni, dal 'grande imbroglio' firmato Giorgio Napolitano all'atto di 'seduzione' di Matteo Renzi nei confronti del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

ROMA - «Ho intuito subito il 'grande imbroglio' di Giorgio Napolitano, mesi prima che si manifestasse. Poi sì, insieme a Niccolò Ghedini e a Denis Verdini, ho convinto Berlusconi a togliere la fiducia a Monti». Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un'intervista a Panorama. E l'esecutivo di Enrico Letta? Pure lì c'è il suo zampino sul ritiro della fiducia? «No, però le regalo una notizia: non doveva essere lui il presidente del Consiglio delle larghe intese. Il nome condiviso era quello di Giuliano Amato. Ma saltò e l'errore più grande è stato quello di scegliere per il governo una delegazione del Pdl tutta espressione di Angelino Alfano. Il risultato si è visto».

RENZI IL SEDUTTORE - Poi vi innamorate di Renzi: «Ah, no, Renzi seduce Berlusconi, non me: io sono sempre stato contro il premier abusivo. Lei non sa quello che ho dovuto passare nei mesi scorsi, quando attaccavo Renzi molto più di Raffaele Fitto..». Può essere soddisfatto: ha vinto lei. «Ma non festeggio, anzi sono amareggiato. Quanto sangue abbiamo versato per il Nazareno: straordinaria intuizione che avrebbe potuto segnare una nuova fase della vita politica, con il riconoscimento reciproco tra centrodestra e centrosinistra. Renzi, per pure ragioni di bottega, ha buttato tutto all'aria», sottolinea Brunetta.

LE PESSIME RIFORME DEL GOVERNO RENZI - «Alla sempre deliziosa ministra Boschi dico che la differenza non dovrebbe essere fatta tra chi vuole le riforme e chi non le vuole, ma tra chi vuole buone riforme e chi no». Lo afferma in una nota Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. «Le riforme messe in piedi dal governo Renzi e dalla ministra competente - aggiunge - sono pessime. E non lo dico solo io. Lo dicono i maggiori costituzionalisti italiani, anche vicini al presidente del Consiglio, che in questi mesi hanno più volte segnalato i pericoli e le derive che potrebbero scaturire da un sistema senza gli indispensabili contrappesi, necessari per una riforma che rafforza, e non poco, i poteri del premier e dell'unica Camera eletta dal popolo, per di più con una legge elettorale iper-maggioritaria come l'Italicum 2.0».

LA COERENZA DI FORZA ITALIA - «Le riforme, cara Boschi, non si fanno a prescindere. Si fanno - insiste Brunetta - per il bene e per l'interesse del Paese e della collettività. Non si fanno per andare in tivù e per raccontarle in giro per l'Italia o per l'Europa. Forza Italia, in questo difficile anno, è stata sempre responsabile e non ha mai mancato la parola data. Le circostanze delle ultime settimane, l'elezione del presidente della Repubblica senza il dovuto coinvolgimento delle opposizioni, ci hanno portato a rivedere la nostra linea politica. La mia, e di questo me ne dà atto anche la ministra, è stata sempre la stessa, coerente e - conclude - determinata».