14 luglio 2024
Aggiornato 03:00
L'interrogazione dell'Onorevole Maria Marzana (M5S)

Nelle scuole vogliamo il presepe o la «teoria gender»?

Le scuole stanno diventando sempre più spesso luogo di «scontro» tra chi vuole mantenere i simboli religiosi, e chi li vuole togliere; tra chi vuole che si parli di omosessualità, e chi preferisce che non si affronti l'argomento. Gli ultimi casi sono stati portati all'attenzione della Camera dalla deputata cinque stelle Maria Marzana

ROMA - Molto scalpore, negli anni, hanno suscitato le richieste di togliere il crocifisso e il presepe dalle scuole. Per alcuni, infatti, si tratterebbe di segni discriminatori che, in uno Stato laico e ormai sempre più multietnico, non dovrebbero più essere esposti nei luoghi di istruzione pubblica. Si diffonde in questi giorni la notizia dell'ennesimo caso simile: lo scorso 20 dicembre 2014, alcuni militanti di Forza Nuova Coordinamento Ibleo, in collaborazione con il raggruppamento di enti no profit Il Faro, avrebbero distribuito in alcune scuole di due comuni della provincia di Ragusa 2500 statuine raffiguranti Gesù Bambino. Il caso è arrivato fino in Parlamento, grazie all'interrogazione presentata ieri alla Camera dalla deputata cinque stelle Maria Marzana.

DISTRIBUIRE IL BAMBINELLO È CONTRO LA LIBERTÀ RELIGIOSA - Secondo l'interrogante, «l'episodio testimonia una palese invadenza di campo da parte di una forza politica in ambito educativo e solleva forti perplessità in ordine al rispetto del principio della libertà delle confessioni religiose sancito dall'articolo 8 della Costituzione nonché al rispetto della laicità dello Stato italiano, che la sentenza della Corte costituzionale 203 del 1989 definisce 'principio supremo dell'ordinamento costituzionale' e per cui 'non' si debba 'condizionare dall'esterno della coscienza individuale l'esercizio di una libertà costituzionale, come quella religiosa, coinvolgente l'interiorità di una persona'». Contestate anche le dichiarazioni del dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Poidomani di Modica: «Oggi alla festa di Natale non avevamo nulla da regalare ai nostri bambini, quando ci ha telefonato per donarci i bambinelli ho pensato fosse un segno dal cielo». Per la deputata cinque stelle, tali parole «mettono in discussione i principi di imparzialità, di equilibrio e di credibilità proprie dell'istituzione scolastica».

TEORIA GENDER NELLE SCUOLE? - Ma non è finita: l'interrogante si mostra fortemente critica anche vero l'iniziativa promossa da Forza Nuova nelle scuole di Palermo «in difesa della famiglia naturale e contro la «teoria gender», fondata sul superamento degli stereotipi di genere; il partito politico ha affisso vicino ai muri delle scuole elementari e medie del capoluogo siciliano un volantino con i contatti a cui rivolgersi i genitori per denunciare l'eventuale 'propaganda omosessualista'». Un'iniziativa, secondo la Marzana, «deprecabile oltre che per l'invadenza di una forza politica in ambito scolastico, per i messaggi veicolati, in palese contrasto con l'educazione alla tolleranza e al rispetto della diversità, finalizzata a combattere le discriminazioni e promuovere la pari dignità di tutti gli esseri umani».

A SCUOLA NON SI FACCIA PROPAGANDA POLITICA - Altra vicenda che, per la deputata, «getta discredito all'istituzione scolastica si è registrata presso il liceo Corbino-Gargallo di Siracusa, [...] in occasione del convegno Scuola e Cittadinanza attiva che si è tenuto sabato 8 novembre 2014 in cui si è discusso del progetto di riforma del governo noto come «Buona scuola» alla presenza, per la parte politica, solo della maggioranza parlamentare". A preoccupare la Marzana, soprattutto il fatto che tra i relatori del convegno figurassero «due esponenti del [...] Partito Democratico, mentre erano escluse le altre forze politiche, in particolare dell'opposizione, che avrebbero conferito al dibattito il carattere democratico e plurale che si conviene a qualsiasi momento di confronto pubblico, a maggior ragione, all'interno di un'istituzione scolastica, luogo per eccellenza di formazione della coscienza civile e sociale». Ultimo evento contestato, «il tentativo, poi sventato, che avrebbe visto il 21 dicembre 2014 all'interno dell'Istituto Padre Pio da Pietralcina (ex Luigi Einaudi) di Ispica, in provincia di Ragusa, lo svolgimento delle primarie del Partito Democratico per la scelta del candidato a sindaco»: e poichè le primarie non interessano tutti i cittadini, secondo l'interrogante non sarebbe lecito, per legge, tenerle in un istituto scolastico.

SCUOLA, LUOGO DI INCONTRO O DI SCONTRO? - Lunga, la lista degli interrogativi rivolti al Ministro dell'Istruzione: «se [...] non ritenga necessario provvedere ad un richiamo formale nei confronti dei dirigenti scolastici degli istituti dei comuni di Modica e Scicli che hanno permesso la consegna delle statuine agli alunni secondo gli interroganti «abusando» del loro ruolo; quali iniziative intenda assumere affinché sia scongiurato dai dirigenti qualsiasi utilizzo improprio delle istituzioni scolastiche e degli spazi limitrofi, come accaduto nel palermitano; se non ritenga di sollecitare i dirigenti scolastici ad organizzare spazi di confronto tra docenti e famiglie sul tema dell'identità di genere e sulla presunta diffusione di teorie gender nelle scuole, al fine di superare eventuali preoccupazioni dei genitori degli alunni; se si intendano assumere iniziative disciplinari nei confronti degli insegnanti e del dirigente dell'istituto Raiti per azioni che esulano dalla funzione educativa affidatagli e che minano la credibilità dell'istituzione scolastica; he cosa intenda fare per impedire che si ripetano convegni all'interno dei luoghi scolastici, come quello tenutosi all'istituto Corbino-Gargallo, che non garantiscono la pluralità e il confronto; se non ritenga inoltre opportuno invitare le istituzioni scolastiche a negare, per ragioni di opportunità istituzionale e per evitare che simili episodi accadano in futuro, l'uso di spazi scolastici per elezioni cosiddette «primarie», indette da qualsiasi parte politica».Per la deputata, insomma, la scuola deve costituire un luogo di reale confronto di idee, e non dovrebbe essere «strumentalizzata» da una parte, che sia, essa, politica, sociale, o religiosa: in ultima istanza, dovrebbe essere un luogo di incontro. Eppure, ci si potrebbe chiedere come davvero possa diventarlo, a furia di rimuovere i simboli della presenza di chi ha idee diverse dalle nostre, che siano simboli religiosi o volantini informativi sull'omosessualità. Ci si potrebbe chiedere, in fin dei conti, come potremo davvero insegnare ai nostri figli la tolleranza, proseguendo la nostra crociata per «proteggerli» dalle opinioni non conformi alle nostre, e ​continuando a discutere se, nelle nostre scuole, vogliamo il Presepe o la teoria gender.