14 luglio 2024
Aggiornato 04:00
Il capogruppo di SEL denuncia l'incoerenza del Premier

Scotto: Con il «Partito del Nazareno» scordiamoci la Legge sul conflitto di interessi

La Legge sul conflitto d'interesse è materia delicata e controversa. Il premier, Matteo Renzi, a inizio mandato, annunciava la soluzione al problema entro i famosi 100 giorni, ma dopo quasi un anno ancora nulla di fatto. Arturo Scotto di Sel commenta: «è da mesi calendarizzata alla Camera, ma non si riesce a discuterla perché Forza Italia e il Partito Democratico non vogliono».

ROMA«È una delle norme che da vent'anni sono attese in questo paese. Ma mi sembra che ovviamente sia fortemente compromessa l'ipotesi che si faccia». Commenta così Arturo Scotto, capogruppo alla Camera di Sinistra Ecologia e Libertà, la questione controversa e quanto mai attuale della Legge sul conflitto di interessi, in un'intervista rilasciata a DiariodeWeb.it.

OSTRUZIONISMO PD E FI - Secondo il capogruppo dei deputati di Sel, è altamente plausibile che la legge in questione non si farà, e ad avvalorare la sua tesi sono i fatti: «Anche perché una legge sul conflitto di interessi è da mesi calendarizzata alla Camera, ma non si riesce a discuterla perché Forza Italia e il Partito Democratico non vogliono», spiega Scotto. E perché il partito del presidente del Consiglio e quello di Silvio Berlusconi non consentono che si vada avanti? «Evidentemente perché il tema precluderebbe probabilmente il buon esito delle riforme istituzionali e della Legge elettorale», continua ancora l'esponente di Sel.

L'INCOERENZA DEL PREMIER - Numerose le polemiche sollevate dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che adducono una sola risposta all'interrogativo: gli interessi in ballo sono troppo proficui per permettere che una legge impedisca di continuare a 'vincere'. La risposta del Senatore di Sel sembra essere in sintonia con quanto denunciato dai grillini: «Mi sembra che questo sia il punto vero. Ovviamente credo che ci sia anche un problema che riguarda anche la coerenza per le posizione che sono state espresse. Renzi disse: 'nei primi 100 giorni di governo risolverò il conflitto di interessi'. È passato quasi un anno e questo tema è andato nel dimenticatoio», commenta Arturo Scotto, e continua: «Aggiungo che noi abbiamo provato ad inserire all'interno della riforma costituzionale la legge sul conflitto di interessi, una norma, ma è stata bocciata dal Partito democratico e da Forza Italia».

LA LEGGE «NON S'HA DA FARE» - Una legge che vigili su possibili vincoli tra politica e interessi dei politici appare dunque necessaria. La materia risulta talmente delicata che sarebbe opportuno, secondo il capogruppo alla Camera di Sel, che la legge fosse strutturata in modo da prevedere una entità che soprintenda gli affari concernenti gli interessi. Sinistra Ecologia e Libertà ha fatto pressione affinché nella Legge costituzionale venisse inserita una norma sul conflitto di interessi, incassando però un 'no' secco: «Noi abbiamo presentato – spiega Scotto – un testo molto restrittivo che vede una forte responsabilizzazione di una entità terza, che può essere anche l'Authority della concorrenza, e che introduce una disciplina molto severa a tutti i livelli, laddove si potrebbe creare una forma di commistione tra politica e affari», conclude l'esponente di Sel.

I CONTRACCOLPI - Le conseguenze dell'assenza di una legge che tuteli i cittadini dalle commistioni tra politica e tornaconti dei politici sono palesi agli occhi degli italiani ormai da molti anni. Due – a detta di Arturo Scotto – i contraccolpi dell'insufficienza della normativa in questione: innanzitutto «comporta la spada di Damocle che Silvio Berlusconi continua ad esercitare sulla politica italiana», spiega l'esponente di Sel, e continua: «Secondo comporta la moltiplicazione della miriade di conflitti di interessi che incidono rispetto alle scelte di politica economica che vengono assunte dalle assemblee elettive».

M5S DENUNCIA I «BOSS DEL PD» - Per il grillino Di Battista, la sinistra, ormai da anni al Governo, non è mai stato in grado di approvare una legge decente sul conflitto di interessi perché non lo ha mai voluto fare, «è da sempre in combutta con Berlusconi». «Quanti voti ha raccolto il PD negli anni promettendo di risolvere la questione? Sapete cosa significherebbe per noi cittadini un provvedimento sul conflitto di interessi? Significherebbe meno accentramento di potere, meno corruzione e più posti di lavoro!», scrive il grillino in un post su Facebook. E continua: «Per anni ci hanno fatto pensare che fosse B. a ostacolare il conflitto di interessi! Ci siamo sbagliati, non era solo lui il colpevole. Per i boss del PD questa legge significherebbe la fine dei loro osceni privilegi. Diffondete questo video, in troppi ancora non sanno. A riveder le stelle!»