19 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Per Arrigo Muscio, Bergoglio a volte si sbilancia troppo

Genitori Cattolici: il Papa lo sa, si può non fare i conigli anche senza il preservativo

Con la nuova «parabola» dei conigli, Papa Francesco invita i Cattolici a non fare figli «come i conigli». Un'apertura alla contraccezione? Un deciso «no» viene dal presidente dell'Associazione Genitori Cattolici. Secondo cui, però, dopo quella del pugno e sui gay, questa è l'ennesima dichiarazione poco prudente di Francesco, che può dar adito a «interpretazioni erronee»

ROMA – Nuovo scalpore intorno a un'altra dichiarazione di Papa Francesco, per di più in occasione dell’intervento, a conclusione del suo viaggio nelle Filippine, che avrebbe dovuto placare gli animi dopo l’ormai famosa «parabola» del pugno. Questa volta, si parla di contraccezione, da sempre osteggiata dalla Chiesa Cattolica, ma sulla quale, anche nelle Filippine, la maggior parte dei fedeli esprime delle riserve.

LA «PARABOLA» DEI CONIGLI - Rispondendo infatti a una domanda sull'Enciclica «Humanae vitae» di Paolo VI, che proibì il ricorso a metodi contraccettivi «non naturali», Francesco, con gli ormai tipici modi «coloriti», ha invitato i cristiani alla «paternità responsabile»: «Paternità responsabile significa che si devono fare figli, ma responsabilmente. Alcuni credono che i cristiani debbono fare come i conigli». In ogni caso, secondo il Santo Padre, «Sentir dire che 3 figli già sono troppi mi mette tristezza perché per una coppia sono il minimo necessario a mantenere stabile la popolazione». Insomma: la procreazione rimane il pilastro su cui si fonda il matrimonio cristiano, ma, come aveva fatto per la libertà di espressione qualche giorno fa, Bergoglio inserisce un «limite» anche per la paternità: quello, appunto, della «responsabilità».

ASSOCIAZIONE GENITORI CATTOLICI: UN PAPA «UN PO' PARTICOLARE» - Che Papa Francesco stia cautamente aprendo alla contraccezione? Di certo, il Pontefice non è stato esplicito in tal senso: si è limitato a parlare di «gruppi matrimoniali, esperti, pastori», di «vie di uscita lecite» a cui i fedeli in difficoltà possono far riferimento. Ma quali sono queste vie d’uscita? Secondo Arrigo Muscio, presidente dell’Associazione Genitori Cattolici, il Pontefice faceva riferimento «ai metodi naturali, anche scientifici, ammessi dalla Chiesa, che molti credono erroneamente contraria al controllo delle nascite». Eppure, anche per il presidente dell’associazione cattolica il discorso del Papa lascia alcuni punti di perplessità: «Innanzitutto, il discorso dei tre figli. E’ giusto invitare alla paternità responsabile, soprattutto quando una famiglia non è in grado di mantenere tanti figli, ma perché proprio tre?», si chiede. «Dipende dalle condizioni della famiglia, per ragioni di salute, lavoro, età. L’importante, come già ha detto più volte Giovanni Paolo II, è che la paternità sia responsabile. Il discorso del Papa intendeva rintuzzare tutti coloro che non prendono alcuna precauzione, e si affidano in toto al volere di Dio: questo, però, è tentare il Signore; non mi getto dalla finestra e dico: tanto Dio mi salva», spiega. Eppure, la sensazione dell’Associazione Genitori Cattolici, anche a seguito di queste ultime dichiarazioni, è che il Pontefice sia «un po’ particolare. Abbiamo alcune perplessità in merito alle posizioni da lui assunte talvolta, che si possono prestare a diverse interpretazioni, come in questo caso: molte persone potrebbero utilizzare questo discorso per promuovere un’apertura alla contraccezione non naturale». Lo stesso, secondo Muscio, è accaduto per i gay: «In quel caso, anziché sbilanciarsi, bastava che dicesse che la Parola di Dio, in quel senso, era già chiara. Dovrebbe essere molto più attento, come tutti i Papi precedenti. Anche il discorso del pugno è stato utilizzato per «giustificare» gli attacchi nei confronti degli occidentali. Ritengo che un Pontefice, vista la posizione che ricopre, dovrebbe evitare simili comportamenti per scongiurare le erronee interpretazioni. Lo fanno i Presidenti della Repubblica: dovrebbe farlo anche il Papa». Secondo il presidente dell’associazione, dunque, «parlare a braccio è pericoloso. E non mi stupirebbe se, in questo caso, qualcuno utilizzasse le parole del Papa per legittimare il ricorso ai comuni metodi contraccettivi. Giovanni Paolo II aveva parlato di maternità responsabile in modo più appropriato». Insomma, da parte dell’Associazione Genitori Cattolici e (per Muscio) «di tanti altri Cattolici», molte le riserve sul linguaggio particolarmente colorito e poco prudente del Papa argentino.

FAMIGLIA E SESSUALITÀ SEMPRE PIÙ ARGOMENTI DI SCONTRO - Eppure, quello della contraccezione non è l’unico nodo che i Cattolici, ultimamente, devono affrontare. Argomento attualissimo, e connesso al primo, è quello della «famiglia naturale», in opposizione alle nuove forme di famiglia omosessuale che parte della società civile vorrebbe legittimare. Un tema ulteriormente infiammato dalla famosa dichiarazione dello stesso Papa, interpretata come segnale di apertura nei confronti dei gay: «Chi sono io per giudicarli?». E ora, dopo il convegno patrocinato da Expo dello scorso 17 gennaio, a fare scalpore è la notizia del sequestro di una pagina del sito del forum delle famiglie dell’Umbria, colpevole di comprendere il filmato di un intervento dell’avvocato Simone Pillon, esponente del Forum stesso, in una conferenza tenutasi ad Assisi il 29 giugno 2014. In tale conferenza, Pillon aveva fortemente e ironicamente stigmatizzato la distribuzione, in un’assemblea delle classi terze di un liceo di Perugia, di materiale illustrante modalità per avere rapporti omosessuali sicuri in riferimento alla prevenzione della trasmissione di malattie. I motivi del sequestro disposto dal giudice sono stati la «sferzante ironia» dell’intervento riportato, e una descrizione non del tutto corretta del materiale distribuito e dell'associazione autrice (Omphalos Arcigay Arcilesbica). In rivolta, anche tre esponenti del mondo politico: Lucio Malan di Fi, Maurizio Sacconi e Rocco Buttiglione.  Una vicenda che riguarda non solo l’annosa questione della libertà di espressione, riaperta drammaticamente dai fatti di Parigi e su cui il Pontefice si è espresso, forse poco prudentemente, con la «parabola» del pugno. Quanto accaduto – così come lo scalpore intorno alle nuova «parabola bergogliana» dei conigli – attesta quanto il tema della famiglia, dell'omosessualità e della sessualità in generale sia delicato, perchè interpella diverse sensibilità. Sensibilità tra le quali la polemica è sempre pronta a scoppiare.