19 novembre 2019
Aggiornato 14:00
Legittima la cancellazione da parte dei Prefetti

Matrimoni gay: niet dal Governo

Il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, risponde all'interpellanza urgente presentata alla Camera relativa all'illegittimità della cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni celebrati all'estero tra persone dello stesso sesso da parte del prefetto. Per Ferri i provvedimenti di annullamento delle trascrizioni «sono pienamente legittimi».

ROMA - «I provvedimenti prefettizi di annullamento di ufficio della trascrizione dei matrimoni celebrati all'estero tra persone dello stesso sesso sono pienamente legittimi». Ad affermarlo è Cosimo Maria Ferri, sottosegretario alla Giustizia, rispondendo in Aula alla Camera a un'interrogazione.

LA RAGIONE DALLA PARTE DEI PREFETTI - Il sottosegretario sottolinea che «i sindaci sono tenuti ad uniformarsi alle istruzioni impartite dal ministero dell'Interno» e «la vigilanza sugli uffici dello stato civile spetta al prefetto». «Pertanto – continua ancora il sottosegretario alla Giustizia - risulta del tutto appropriato l'esercizio da parte del prefetto del potere di annullamento proprio perché esiste un rapporto gerarchico che lega ministero e sindaci. Sempre per questa ragione sarebbe contrastante con la natura statale della funzione di stato civile e con la sua titolarità in capo al ministero dell'Interno prescrivere che il prefetto debba rivolgersi all'autorità giudiziaria per rimuovere gli effetti di atti posti in essere in violazione di una precisa direttiva da parte di chi, come il sindaco, si trova in posizione subordinata». E aggiunge in conclusione Cosimo Maria Ferri: «Pertanto non sussistono i presupposti né per il ritiro della circolare ministeriale né tantomeno per la cessazione dell'esercizio dei poteri di annullamento dei prefetti».

LE RAGIONI DELL'INTERPELLANZA - La risposta del sottosegretario alla Giustizia arriva in seguito ad una interpellanza urgente presentata alla Camera da Pia Locatelli, del Gruppo Misto. Il 7 ottobre 2014 il Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, disponeva che i prefetti invitassero i sindaci che avevano proceduto a trascrivere matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso a cancellarli e, in caso non avessero fatto fede alla circolare, ad attivarsi, anche in via sostitutiva, per la cancellazione, d'ufficio, delle trascrizioni. I sindaci di alcuni comuni italiani, tra i quali Roma, Milano, Livorno, Bologna e Udine nel corso delle ultime settimane, hanno disposto la trascrizione, nei registri dello stato civile, di atti di matrimonio, celebrati all'estero, fra persone dello stesso sesso ed hanno continuato a farlo anche in seguito alla circolare.

IL PRECEDENTE - Il prefetto di Udine il 29 aprile 2014 ha proceduto ad annotare nel registro dello stato civile di Udine, a margine della trascrizione d'un matrimonio celebrato fra due donne in Sudafrica, la cancellazione da lui disposta d'ufficio, ma la procura di Udine ha riconosciuto che il prefetto non ha e non aveva compiti sostanzialmente abrogativi né poteri di cancellazione che spettano ex lege all'autorità giudiziaria. Nonostante questo sostanziale precedente, i prefetti di Udine, Bologna, Pordenone, Roma ed Empoli hanno proceduto alla cancellazione delle trascrizioni, esercitando di fatto una mansione propria ed esclusiva della magistratura.

ATTO «INCOSTITUZIONALE» - Con l'interpellanza urgente presentata alla Camera, i firmatari chiedevano di interpellare il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il Ministro dell'interno, per sapere se il Governo non ritenesse opportuno ed urgente «assumere con la massima sollecitudine le opportune iniziative, anche di carattere normativo, volte a far cessare la situazione di sostanziale illegittimità» creatasi in seguito all'adozione da parte del Ministro dell'Interno Angelino Alfano di una circolare che disponeva che i prefetti potessero cancellare le trascrizioni dei matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso. Per i firmatari dell'interpellanza risulta comunque costituzionalmente inaccettabile che i prefetti esercitino una funzione che è riservata chiaramente ed esclusivamente alla magistratura e per questo chiedevano fermamente che la situazione cessasse di sussistere.