23 agosto 2019
Aggiornato 12:00
Elvira Savino illustra le ultime novità in materia rifiuti

L'odissea tutta italiana di quei rifiuti mal gestiti

La deputata di Forza Italia Elvira Savino, che a dicembre si era fatta promotrice di un'interrogazione parlamentare in merito alla multa europea assegnata all'Italia in materia di rifiuti, aggiorna i nostri lettori sullo stato dell'arte. E se ancora mancano 54 milioni per completare le bonifiche, si spera tuttavia in una riduzione della sanzione già nel primo semestre per "buona condotta"

ROMA - Il 2014 non si era concluso troppo bene per l'Italia, a giudicare da quella sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea emanata lo scorso 2 dicembre, che condannava il nostro Paese a pagare una multa di  42.800.000 euro per la sua inadempienza nei confronti delle direttive europee in merito alla gestione dei rifiuti. E di tale vergognosa situazione si era fatta portavoce la deputata di Forza Italia Elvira Savino, con un'interrogazione parlamentare presentata pochi giorni dopo, e dal DiariodelWeb.it riportata in questa stessa rubrica. La questione non è di poco conto: si parla non soltanto di ambiente, inquinamento e salute - tematiche che non sembrano stare troppo a cuore al Paese della Terra dei fuochi, delle discariche abusive e delle distese di amianto indifferenti a qualsiasi legge -; si parla anche, tanto per cambiare, di credibilità  e di affidabilità nei confronti dell'Europa: e, per una volta, non in tema di bilancio. L'Onorevole Savino ha infatti parlato di un'Italia »ancora una volta condannata per evidente incapacità di mettersi al pari dell'Europa nella emanazione di una normativa idonea alla corretta gestione  dei rifiuti, anche, soprattutto, quando tale gestione diviene grave problema per l'ambiente e per la salute dell'uomo».

POSSIBILE RIDUZIONE DELLE SANZIONI PECUNIARIE - La deputata di Forza Italia ha dunque fatto sapere che, poco prima di Natale, si è tenuta l'audizione, presso la Commissione Politiche dell'Unione Europea, del Ministro Galletti, che ha già presentato un programma su come intenderà procedere al fine di dare esecuzione alla sentenza. «In particolare, - ha spiegato l'Onorevole Savino - il Ministro Galletti ha riferito di aver già sollecitato, per il tramite delle rappresentanze d'Italia presso l'Unione Europea, l'avvio di un confronto con la commissione per concordare le modalità di esecuzione della sentenza. Inoltre, con il coordinamento del dipartimento per le politiche europee del suo dicastero, in collaborazione con le regioni interessate, sta predisponendo un aggiornamento sullo stato di avanzamento dell'attività di bonifica  per le discariche oggetto di contestazione europea, al fine di disporre dell'insieme delle informazioni utili ad ottenere una riduzione delle sanzioni pecuniarie imposte dalla condanna della Corte di Giustizia sin dalla scadenza del I semestre previsto per il 1 giugno 2015».​

GIÀ PREVISTO UN FONDO APPOSITO NELLA LEGGE DI STABILITÀ - Secondo quanto riferito dal Ministro Galletti in Commissione, prima ancora della sentenza dello scorso dicembre, l'Italia si era già dotata «degli strumenti normativi necessari al conseguimento di tale obiettivo». «In particolare - ha spiegato la Savino riportando le parole del Ministro -, nella Legge di stabilità 2014, è stato istituito nello stato di previsione di spesa del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare un apposito fondo con una dotazione di diversi milioni di euro per ciascuno degli esercizi 2014-2015 destinati al finanziamento di un piano straordinario di bonifica delle discariche abusive». E in quanto alle 218 discariche incriminate, il Ministro ha asserito che «4 sono state oggetto di errore di censimento, 48 sono state già bonificate, 115 sono ancora in fase di ripristino ed in via di chiusura, 29 sono state finanziate con il piano già illustrato e per le restanti 16 discariche si attendono i 54 milioni necessari e mancanti per l'avvio degli interventi». A giudicare da questo quadro, l'Italia conterebbe su uno sconto della «pena» per «buona condotta», e si starebbe già impegnando attivamente per portare avanti le bonifiche richieste, non senza evidenti difficoltà. L'auspicio è che, una volta risanate quelle discariche, il Belpaese, per una volta, possa dire di aver imparato la lezione. Ma per questa ardua sentenza, non rimane che aspettare.