12 luglio 2020
Aggiornato 18:30
L'ex assessore di Roma spiega i meccanismi della corruzione

Cutini: «Denunciai che l'affare d'oro è l'emergenza»

Solo ieri Rita Cutini veniva «licenziata» dalla carica di Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma. Oggi l'ex membro della giunta Marino spiega i giochi che si celano dietro la questione della rivolta dei migranti a Tor Sapienza, che, di fatto, ha portato alle dimissioni di Cutini: «Strumentalizzato disagio per fini non legittimi».

ROMA - «Tor Sapienza era una trappola. Già dalle prime ore, dai primi momenti, ho avuto la percezione che qualcosa non andasse, che ci fosse una strumentalizzazione». Lo ha detto a Sky TG24 Mattina l'ex assessore alle Politiche Sociali di Roma, Rita Cutini, in merito alla recente rivolta anti-immigrati dei cittadini nel quartiere di Tor Sapienza, che ha portato alle dimissioni dell'assessore dalla Giunta Marino.

STRUMENTALIZZARE L'EMERGENZA - «Il disagio della gente - ha proseguito - va rispettato e ascoltato, non strumentalizzato politicamente. Stamattina la lettura dei giornali dà proprio su Tor Sapienza altri particolari inquietanti, scenari di chi ha usato il disagio a fini non esattamente legittimi, in quella catena di malaffare pervasiva che io ho provato a contrastare. Basta approccio emergenziale - ha concluso a Sky TG24 HD - l'affare non sono i rom e gli immigrati, l'affare è l'emergenza. I soldi che possono essere utilizzati dalle cosche sono quelli dell'emergenza, sul sociale i soldi non ci sono. Nell'emergenza invece è possibile ricavare delle fasce di facile guadagno».