15 novembre 2019
Aggiornato 22:00
I consiglieri Rai contrattaccano

Verro: «Io non mi dimetto, se ne vada Gubitosi»

Ai micorofoni di Radio 24, Antonio Verro ha fatto sapere di non considerare proprio azionista la Rai, ma «i cittadini che pagano il canone». E alle dimissioni non pensa minimamente, ma attacca: «Se Gubitosi non è d'accordo con il consiglio, sia lui a dimettersi». Intanto, il Pd auspica una grande riforma di governance in Viale Mazzini

ROMA - Il governo ha intenzione di sciogliere l'intero Cda Rai? «Ne prenderemo atto. Io sono convinto che il mio azionista non è il governo, il mio azionista sono i cittadini che pagano il canone. E quindi io rispondo al parlamento. Io non ci penso a dimettermi. Anzi sono orgogliosamente convinto di aver fatto gli interessi dell'azienda». Lo ha detto Antonio Verro, membro del Cda Ra,i ai microfoni di 24 Mattino su Radio 24. «Io a dimettermi - ha aggiunto - non ci penso proprio. Dovrei dimettermi perché sono indipendente dal governo e perché voglio il bene della azienda?».

VERRO: SI DIMETTA GUBITOSI - Secondo Verro chi si dovrebbe dimettere, al massimo, è proprio lo stesso dg della Rai Luigi Gubitosi: «siccome lui è un dipendente dell'azienda ed è il dirigente numero uno, lui ha il dovere e l'obbligo di eseguire le volontà del consiglio. Se è d'accordo bene, se non è d'accordo si dimetta».

LE DIMISSIONI DELLA TODINI IN RITARDO DI 7 MESI - «La Todini - ha aggiunto - si è dimessa con sette mesi di ritardo. La Todini si è dimessa perché l'aveva annunciato sette mesi fa e, come opportunità politica, ha preso la palla al balzo per avere un po' di clamore mediatico; ma la verità è che la Todini quando è stata eletta come presidente delle Poste doveva dimettersi subito». Intanto, la presidente di Poste ha donato ad attività benefiche i compensi ricevuti come componente del consiglio di amministrazione Rai da maggio scorso a novembre. Si tratta di 20.292 euro come compensi e 20.232 euro sono stati dati in donazioni. In dettaglio 5mila euro alla Fondazione per la ricerca sulla Sla, stessa cifra alla CRI Liguria per l'emergenza alluvione nella regione, altri 5mila euro all'Ente religioso Oblate di Nazareth. Poi 2mila euro alla Fondazione Veronesi per borse di studio a giovani ricercatori. Il resto distribuito tra altri cinque progetti.

PELUFFO: URGE RIFORMA DI GOVERNANCE - «Quello di cui ha bisogno la Rai è una piena riforma della governance e non di polemiche, sterili e intempestive. Il sottosegretario Giacomelli ha dato un importante segnale a favore del servizio pubblico nell'annunciare che la riforma sarà ripresa con determinazione, indicando tempi precisi e l'impegno ad approvarla prima della scadenza del CdA, in modo da non dover più nominare i suoi vertici con la famigerata Legge Gasparri». Lo ha affermato in una dichiarazione Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai. «Va nella giusta direzione, per un rinnovo condiviso della governance del servizio pubblico - ha aggiunto - anche l'indicazione di un confronto aperto nelle prossime settimane per avviare il percorso di dibattito parlamentare dopo la sessione di bilancio. Il Pd è convinto da tempo che la riforma della governance sia una priorità. Sosterremo questo impegno - ha concluso Peluffo - anche attraverso i contributi raccolti in commissione di Vigilanza dai tanti soggetti auditi in questi mesi».