28 marzo 2020
Aggiornato 19:00
RAI: il PD boccia Anna Maria Tarantola

Anzaldi (PD): «Tarantola si è inventata la presidenza di garanzia»

«Lascia basiti la scelta della presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, di astenersi nel voto del cda sul ricorso contro il governo, con la motivazione che la sua sia una presidenza 'di garanzia'». E' quanto scrive il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi.

ROMA - «Lascia basiti la scelta della presidente della Rai Anna Maria Tarantola di astenersi nel voto del cda sul ricorso contro il governo, con la motivazione che la sua sia una presidenza 'di garanzia'. Ma di quale garanzia parla? Nelle leggi non si parla in alcun modo di 'presidente di garanzia', questa figura nella normativa di oggi non esiste». E' quanto scrive il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, in un intervento pubblicato sul sito del quotidiano «Europa».

LA PRESIDENTE HA FATTO LA VAGA - «Di presidente di garanzia parlarono una decina di anni fa - prosegue Anzaldi - i presidenti delle Camere, in occasione della nomina dei presidenti Rai prima della Legge Gasparri, quando il Cda era composto da cinque membri. Oggi il presidente ha poteri ben diversi dal passato, molto maggiori grazie alla riforma decisa dal governo Monti (che ha indicato la Tarantola) a discapito dello stesso Cda. Nello Statuto, tra l'altro, viene attribuito valore doppio al voto del presidente in caso di parità nelle votazioni, una possibilità che aumenta dopo le dimissioni di Luisa Todini e la riduzione del Cda a otto membri. Non si capisce, quindi, come si possa giustificare - scriva ancora Anzaldi su 'Europa' - l'astensione della presidente Tarantola, che è andata contro il governo e contro il ministero dell'Economia, con la motivazione della 'garanzia'. A Roma si direbbe che la presidente Tarantola 'ha fatto la vaga', cercando di giustificare burocraticamente una scelta invece chiara e precisa».

E INTANTO LA TODINI SI DIMETTE - Il ricorso votato a maggioranza dal cda Rai contro il taglio di 150 milioni è «inaccettabile e irresponsabile»: così il consigliere Luisa Todini motiva la sua decisione di lasciare il consiglio di Viale Mazzini. In seguito a «tale decisione del consiglio di amministrazione, a cui ho sempre dato durante il mio mandato un contributo autonomo e in una pura logica di interesse dell'azienda e del servizio pubblico, ho ritenuto doveroso dissociarmi in modo definitivo annunciando le mie dimissioni immediate», scrive la Todini. «La mia decisione, che anticipa di qualche settimana le dimissioni che avrei comunque formulato entro fine autunno, è dovuta alla scelta, deliberata a maggioranza dal cda odierno, di presentare ricorso contro la Legge 89 del 2014 (decreto Renzi), che all'articolo 21 prevede un contributo di 150 milioni a carico della concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo nel quadro della generale politica di spending review adottata dal Governo».

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