8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
dal blog di grillo le previsioni sulla fine della stampa

Stampa in crisi, Casaleggio festeggia

Il nuemro due del Movimento 5 Stelle scrive cinque post incentrati sul tema della fine del sistema editoriale italiano. Dalla pubblicità all'importanza del web, Casaleggio prevede apocalitticamente la fine dei giornali tra massimo di dieci anni.

ROMA - Sul Blog di Beppe Grillo compaiono cinque post firmati Gianroberto Casaleggio incentrati sul tema della morte dell'editoria, in Italia e nel mondo. I post tutti intitolati "Press Obituary" seguito dal numero del post e da 5 titoletti diversi: Pubblicità, Estinzione, Iceberg Italia, Pure Player 2013 e I gruppi editoriali.

L'APOCALISSE DEI GIORNALI - Il numero due del Movimento 5 Stelle esamina la discesa editoriale che nel tempo ha segnato e segnerà la vita dei giornali. Tutti i cinque post si aprono con una frase apocalittica che profetizza la fine ultima del giornalismo su carta: "La fine dei giornali è una delle cose più prevedibili del nostro futuro, gli unici che non lo sanno ancora sono i giornalisti. Si tratta solo di stabilire la data del decesso che da Stato a Stato varia tra i 5 e i 10 anni», dice Casaleggio.  

LA PICCHIATA DEI GIORNALI - Nel primo post Casaleggio individua una delle cause della morte dei giornali nella tecnologia e, in modo più netto, nella picchiata - pari al -65% - dei ricavi dei giornali in un decennio, «e nel 2014 andrà peggio», dice Casaleggio. La situazione è critica negli Stati Uniti dove lo Stato non sovvenziona i giornali, e lo è ancora peggiore in Italia, «senza i soldi dello Stato, la maggior parte dei giornali chiuderebbe domani mattina». I giornali italiani vivono - secondo le parole del leader - «della carità dello Stato, delle copie vendute e delle pubblicità». Ma queste ultime sono sempre meno, perché preferiscono la carta stampata. 

DAGLI STATI UNITI ALL'ITALIA - Varia tra i 5 e i 10 anni, la «fine dei giornali» e il primo paese ad essere colpito dalla sciagura annunciata è quello di Obama. Gli Stati Uniti, infatti, saranno la prima nazione "newspaper free», afferma il leader di M5S. Casaleggio afferma che è Rupert Murdoch di News Corporation a prevedere che entro dieci anni non esisteranno più giornali. Entro il 2040 tutti i giornali saranno "estinti", e l'Italia sarà libera dalla "sciagura» dei giornali già dal 2027. Casaleggio conclude simpaticamente il post con una frase ironica: «Stampare giornali o investirci oggi equivale a studiare da maniscalco al tempo in cui Henry Ford lanciava la Ford T.»

DURI A MORIRE - In Iceberg Italia, Casaleggio passa in rassegna i parametri che segnerebbero la fine dei giornali in Italia, oltre all'elenco delle varie testate con la più o meno alta probabilità di rischio di "estinzione". Secondo un ragionamento che non fa una piega, secondo Casaleggio, se un giornale ha un'ampia diffusione impiegherà un maggior tempo per estinguersi. Quindi tra i più duri a morire avremo La Gazzetta dello Sport, Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera e La Repubblica (dal 2018 in poi!). 

IL DIGITALE COME LA CARTA STAMPATA - Il quarto post, Pure Player, parla del fallimento cui vanno incontro anche quei giornali in digitale che vivono solo di pubblicità. Quelli italiani, secondo Casaleggio, sono destinati a vita breve, sono una «pura perdita»! Nel quinto ed ultimo - per ora - post, I gruppi editoriali, il compagno di Grillo prende in considerazione i ricavi da pubblicità dei principali gruppi editoriali italiani, in picchiata del 21,2% in un anno. E gli investitori sono ben consci della cosa. L'ultima frase dell'ultimo post è ancora una volta ironica: "Investire oggi in borsa su un quotidiano o un gruppo editoriale è come investire sulla stele di pietra del codice di Hammurabi". Con tanto di link per chi non sapesse cosa sia. 

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