25 aprile 2024
Aggiornato 12:00
Protesta dei primi cittadini veneti

La Lega sta con i sindaci contro l'immigrazione

Il Governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, tuona ancora contro l'operazione Mare Nostrum, stavolta in occasione della protesta dei sindaci veneti che si rifiutano di accogliere i migranti previsti dall'operazione: "E' allarme sociale".

VENEZIA - Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia la circostanza relativa all'invio di migranti dell'operazione Mare Nostrum in Veneto, decisione questa che ha fatto scaturire una manifestazione al termine del vertice in Prefettura a Treviso. E' stata la città di Vicenza a lanciare l'allarme del «tutto esaurito» con 300 posti già utilizzati su un totale di 329 assegnati.   

ZAIA: ORA DICO BASTA «Tanto tuonò, e tanto i sordi di Roma e Bruxelles non sentirono, che piovve. È amaro constatare come le preoccupazioni di allarme sociale che vado esprimendo da tempo si stiano materializzando. Sto con i sindaci, gli unici che conoscono davvero le loro realtà territoriali e che si ribellano ai prefetti e allo Stato centrale, sto con i veneti che già hanno accolto in spirito di vera integrazione e solidarietà oltre 500.000 immigrati presenti in regione, ma adesso non ce la fanno più, sto con i migranti, che Mare Nostrum sta trattando come pacchi postali, come un problema da scaricare altrove al più presto, sto con chi dice basta. Dico basta». Queste le parole pronunciate dal governatore del Veneto, Luca Zaia, per commentare la situazione, che, a detta di Zaia, sembra al limite. 

L'APPOGGIO AI SINDACI «Consiglio al governo ai suoi rappresentanti sul territorio - ha aggiunto Zaia - di non considerare come ostilità preconcetta la posizione dei sindaci che, con due sole eccezioni, una delle quali condizionata, hanno detto no ad altri arrivi. Sono loro che stanno tutti i giorni a contatto con la gente, loro che conoscono ogni centimetro quadrato dei territori che guidano, loro che stanno al fronte h24, loro che si ritrovano a dover sapere al bar del paese (è successo nel Veronese) che arrivano dei migranti. Se dicono no, è sicuramente un no ben motivato, che va tenuto nella massima considerazione, invece che minacciarli di lasciare i profughi per le strade».