18 gennaio 2021
Aggiornato 02:30
I dati del Dossier della Fondazione Migrantes

Italiani all'estero: maschi, giovani, celibi e lombardi

Il trend di giovani italiani che si spostano a vivere all'estero sembra destinato a non arrestarsi. Ad analizzare i dati è la Fondazione Migrantes, che individua un prototipo preciso di «espatriato«.

ROMA - 94.126 italiani: questo è il numero di italiani che nel corso del 2013 hanno fatto al valigia e si sono spostati fuori dai confini nazionali. A dirlo è Rapporto Italiani nel mondo 2014 della Fondazione Migrantes. Nel 2012 sono stati 78.941: un saldo positivo di oltre 15 mila partenze, una variazione in un anno del +16,1%. E' importante notare che la maggior parte dei migranti sono uomini sia nel 2013 (56,3%) che nel 2012 (56,2%), celibi nel 60% dei casi e coniugati nel 34,3%, e giovani: per lo più hanno dai 18 ai 34 anni (ben 36,2%). Il 26,8% di essi rientra nella classe di età 35-49 anni. Dati, questi, che testimoniano come alla base delle partenze vi siano recessione economica e disoccupazione. I minori sono il 18,8% e di questi il 12,1% ha meno di 10 anni. E' quanto emerge dal , presentato oggi. Secondo quanto emerso dal Dossier, dal 2012 al 2013 si evidenzia una crescita generale delle migrazioni del +19,2%, un andamento pare non doversi fermare e che anzi apparirebbe sottodimensionato rispetto alla reale consistenza delle partenze che riscontrabile in questo momento in Italia.


DESTINAZIOE UK - Secondo quanto testimoniato dal Dossier, nel 2013 chi emigrava dall'Italia sceglieva come destinazione soprattutto il Regno Unito, con 12.933 nuovi iscritti all'inizio del 2014: la crescita è addirittura aumentata del 71,5% rispetto all'anno precedente. A seguire ci sono Germania (11.731, +11,5% di crescita), Svizzera (10.300, +15,7%) e Francia (8.402, +19,0%). Il Canada è un caso particolare: unica nazione ad aver registrato dal 2013 al 2014 un saldo negativo di poco più di mille unità nell'AIRE generale, nel caso invece dei soli espatriati lungo il corso del 2013 con soli 324 migranti in più rispetto al 2012 riporta una crescita in un anno del 25,2%. Gli unici valori negativi sono riscontrati nel caso dell'Uruguay (-31,9%) e dell'Austria (-4,4%). Il vero incremento di espatriati si ha dunque verso la Gran Bretagna, e riguarda in modo particolare i giovani tra i 20 e i 30 anni (4351), mentre 4136 sono quelli della fascia successiva, dai 30 ai 40 anni.


 

LO SVUOTAMENTO DEL SUD - I giovani del centro-nord risultano i più numerosi a lasciare l'Italia, ma primatista assoluta è la Lombardia, che domina con i suoi 16418 migranti, seguita dal Veneto (8.743) e dal Lazio (8.211). Il Dossier rileva, però, che è sì vero che la maggior parte dei giovani che lasciano il paese provengono effettivamente dalla Lombardia, ma è interessante notare come Milano risulti il centro di attrazione per i giovani del Sud Italia. Quindi, resta il dato allarmante dello svuotamento del Meridione. La Lombardia – secondo i dati Istat – resta centro d'attrazione principale per la formazione in Italia, come anche per la ricerca del lavoro.

IL RITORNO - Intanto è importante parlare anche dei dati di ritorno: il numero è del 2012 e si aggirerebbe attorno ai 29 mila rientrati, mentre per il 2013 si prevede che sia inferiore. Nel corso del 2013, l'Aire – Anagrafe degli italiani residenti all'estero – ha registrato l'aumento in assoluto degli italiani con residenza fuori dai confini nazionali, numero che si avvicinerebbe alle 141mila unità.