28 settembre 2022
Aggiornato 21:00
Roma, caso politico

Muti se ne va, i violenti restano

Sulle vicende della Capitale insorge il parlamento. Le opposizioni attaccano il sindaco Marino, il suo partito, il Pd, non lo difende. Intanto un gruppo di IMMIGRATI sbandati semina il panico indistrubato per due notti di seguito e il Teatro dell'Opera è affossato da debiti e scioperi.

ROMA - Il degrado e la violenza a Roma sono ormai una caso politico del quale anche Matteo Renzi, prima o poi si dovrà preoccupare.
A far gridare allo scandalo non già il parterre locale, ma quello nazionale nelle ultime ore ci son stati due episodi che non hanno nulla a che fare fra di loro, ma sono la prova che i destini della capitale sono affidati ad un piano inclinato che sembra condurre ad un unico sbocco, il degrado. I due episodi riguardano la sicurezza degli autisti dell'Atac, l'ente pubblico a cui è affidato tutto il trasporto cittadino e la fuga precipitosa da Roma e dal teatro dell'Opera del maestro Riccardo Muti.

DUE DONNE SENZA DIFESA - La sicurezza e l'incolumità fisica degli autisti che conducono i mezzi adibiti al trasporto pubblico in periferia nelle utime 24 ore sono stati messi in pericolo, o addirittura intaccati, da gruppi di immigrati sbandati che ripetutamente hanno assalito con sassi e spranghe due autobus alla cui giuda erano inoltre due giovani conducenti donne.

IMPUNITÀ PER I VIOLENTI - All'origine degli assalti che hanno provocato, in una caso, la rottura dei vetri del mezzo e il conseguente shock dell'autista donna che era al volante, non ci sono altre motivazioni che un presunto ritardo del mezzo. Ma la verità è che a spingere gli immigrati sbandati a questo gesto assurdo è stato soprattutto lo stato di ubriachezza dei piu' e la sicurezza di uscirne impuniti. Che da questo punto di vista il branco non si sbagliasse lo hanno dimostrato i fatti. Dopo un primo raid notturno contro l'autista dell'Atac che è passato senza conseguenze per il gruppo dei violenti, ne è susseguito infatti un secondo con le stesse modalità, senza che per ora sia sia registrata alcuna reazione da parte delle forze dell'ordine.

MUTI DICE ADDIO A ROMA - Insipienza e impotenza hanno caratterizzato anche l'altra mazzata quotidiana su Roma e il suo sindaco. Dopo una serie di scioperi dell'orchestra che hanno minato l'immagine di uno dei direttori d'orchestra più applauditi nel mondo senza che i dirigenti del teatro dell'Opera avessero trovato un soluzione, magari drastica come la serrata a tempo indeterminato del teatro, Riccardo Muti ha deposto la sua magica bacchetta romana e ha dato un addio alla capitale e alla suoi furori incontrollati.

MARINO IL FLEMMATICO - Come ha reagito il Ignazio Marino? Con una flemma che avrebbe migliore giustificazione fra le nebbie londinesi che nel caos romano, il sindaco ha reso noto di aver parlato con una delle conducenti più colpite dalla violenza, ripromettendosi di risentirla a guarigione avvenuta per discutere insieme come assicurare quella sicurezza che agli autisti ora manca. Sulla fuga di Muti da Roma si è limitato a dire che le responsabilità non sono sue, ma di chi ha ha voluto creare una condizione di invivibilità nel teatro: e, in parte, su questo punto non gli si può dare torto.

IL PD NON DIFENDE IL SINDACO - Intanto i fatti di Roma sono approdati in parlamento dove Marino è stato attaccato da più versanti senza che il partito da cui proviene, il Pd spendesse una parola per difenderlo.

SALTAMARINI (NCD): BILANCIO FALLIMENTARE«Due assalti ad autobus pubblici con conducenti donne, tensioni nelle periferie. Gli omicidi non diminuiscono.Degrado e borseggiatori dal centro, alle stazioni metro e Termini. La rete della mobilità e dei trasporti continua a fare acqua da tutte le parti, mentre si preferisce tassare sempre più i pendolari, lavoratori e anche i turisti. Bilancio a rischio default», l'impietosa diagnosi di Barbara Saltamarini, parlamentare NCD.

ALEMANNO: DAL CAMPIDOGLIO SOLO BALZELLI - Ogni giorno sfogliando i giornali apprendiamo la preoccupante escalation di episodi di violenza che si stanno consumando in particolare nelle periferie della nostra città. Gli ultimi due gravi episodi a Corcolle, che hanno visto due autiste dell'Atac vittime del folle attacco di immigrati alle loro vetture, sono il segnale che è giunta l'ora di alzare la guardia e dire basta ad ogni forma di buonismo. La giunta Marino invece di occuparsi, come fosse un'ossessione, di fare stalking agli automobilisti penalizzandoli con ogni tipo di balzello, spieghi ai cittadini perchè ha bloccato i tanti progetti avviati negli ultimi anni per offrire, soprattutto nelle linee autobus più disagiate, il supporto di vigilanza agli autisti dell'Atac" l'accusa dell'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, il quale, a onor del vero non ha fatto niente di meglio di quanto sta facendo Ignazio Marino, quando è stato il suo turno.

SAMMARCO: LA POLIZIA È IMPIEGATA MALE - «Se l'Amministrazione concentrasse tutti gli sforzi che dedica a complicare la vita e la viabilità dei romani su ben più importanti questioni, Roma verserebbe in condizioni migliori. Invece, qualunque indicatore, inchioda l'inefficacia dell'azione del Sindaco Marino. Più ho volte ho sollecitato costruttivamente la Giunta ad affrontare la questione a dislocare meglio la Polizia municipale, a collaborare fattivamente con le forze dell'ordine. I risultati sono sotto gli occhi di tutti ed il prestigio della Capitale in caduta libera. L'addio del maestro Muti è un altro chiaro sintomo dell'approssimazione che ci circonda». Così Gianni Sammarco deputato e coordinatore di Roma del Ncd.

MARCHINI: SCENDIAMO TUTTI IN PIAZZA- «L'unica strada rimasta per salvare Roma da questo scempio è la piazza, pacifica, propositiva ma determinata». "Riccardo Muti che abbandona il suo incarico all'Opera di Roma; autobus bloccati per una selvaggia caccia all'uomo e un'autista donna aggredita e minacciata; periferie in subbuglio e gonfie di rabbia per senso di abbandono e insicurezza che possono degenerare in qualsiasi momento; regolamenti di conti stile Chicago anni Trenta; esercizi commerciali che chiudono senza speranza; campi nomadi come enclave dove vigili e forze dell'ordine non si avventurano; tasse e tariffe alle stelle per non parlare di un trasporto pubblico abbandonato a se stesso senza un progetto di rilancio", denuncia Marchini. Vedremo quanti romani, fra quelli che gli rimproverano sia di essere troppo amico degli attuali palazzinari, che di essere il rampollo di una dinastia che si è arricchita all'ombra del vecchio Partito Comunista, lo seguiranno nella sua iniziativa di andare a protestare in piazza.