12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Dl competitività

M5S: «E' un ricatto di Renzi»

Dopo l'imposizione della ghigliottina, e i tentativi di ostracismo messi in campo durante le sedute parlamentari, il M5s continua a far sentire la sua voce: «Renzi governa con atti di forza ripetuti e reiterati. Il dl competitività è uno scempio».

ROMA - Il M5s continua a far sentire la sua voce. Dopo i tentativi di ostracismo messi in campo ieri, i grillini si ribellano al dl competitività, che rischia di trasformarsi in un danno per l'ambiente e le rinnovabili e invece funziona benissimo come puntello per l'azzoppato capitalismo dei salotti finanziari italiani. Si passa, per esempio, dall'uniformità dei diritti amministrativi a una situazione in cui alcune azioni varranno più delle altre in termini qualitativi e quindi avranno un peso specifico differente.   

M5S: Il decreto 91 è uno scempio che passa inosservato - «Come ci aspettavamo è stata richiesta l'ennesima fiducia del governo. Questa volta sul Decreto Competitività. E' oramai chiaro che il governo Renzi intende governare il Paese con atti di forza ripetuti, e reteirate forzature dei procedimenti»:  ha affermato Paola Nugnes del M5S.
«Senza curarsi del bene comune - ha aggiunto la grillina che siede nella commissione Ambiente - usando il polso di ferro e l'arroganza del potere autoritario. Il decreto 91 per il suo contenuto da solo avrebbe meritato pagine di giornali e titoloni. Invece con la fiducia e poco dibattito, lo scempio dell'ambiente e delle rinnovabili passa quasi inosservato, sotto la mole di polemiche e discussioni sul ddl costituzionale».

Le novità del decreto - Dall'Ilva ai rifiuti di Roma e il cosiddetto «spalma-incentivi», fino allo stop alle norme sull'anatocismo. Sono molte le modifiche al dl competitività approvate dalle commissioni Ambiente e Industria del Senato durante un lungo rush finale per il via libera al decreto. Queste le principali novità.