13 novembre 2019
Aggiornato 02:30
Caso Galan

Camera: sì all'arresto

La Camera ha approvato, 395 voti favorevoli contro 138, la richiesta di arresto per il deputato di Fi Giancarlo Galan. Si sono espressi a favore Pd, M5s, Lega e Sel. Per Fi, invece, si tratta di una "barbarie".

ROMA - La Camera ha approvato a scrutinio segreto, con 395 voti favorevoli e 138 voti contrari, la richiesta di autorizzazione all'arresto del deputato di Forza Italia Giancarlo Galan, nel quadro dell'inchiesta della procura di Venezia sul Mose. Nel corso delle dichiarazioni di voto si erano espressi a favore dell'arresto di Galan Pd, M5S, Lega, Scelta civica, Sel, Led, Per l'Italia. Si erano espressi contro la richiesta di arresto di Galan Forza Italia, Ncd, Maie, Psi.

Ammodio (Pd): "No al rinvio" - Il Pd, per bocca di Sofia Ammodio, ha annunciato il no al rinvio del voto sull'arresto di Giancarlo Galan (Fi), nel corso delle dichiarazioni di voto nell'aula di Montecitorio.

Bragantini (Lega Nord): Sì all'arresto, non è un fumus persecutionis «Riteniamo che non ci sia fumus persecutionis e quindi votiamo a favore dell'arresto di Giancarlo Galan": riferisce in Aula il vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera, Matteo Bragantini.«Sarebbe comunque importante discutere - ha aggiunto - sull'opportunità o meno dell'arresto preventivo, non solo per i parlamentari ma per tutti i cittadini. E un discorso andrebbe fatto anche sull'opportunità che siano i parlamentari stessi a votare per i propri componenti o se magari a decidere debba essere un organo terzo, magari il capo dello Stato. Questo per evitare che il voto non sia politico ma entri nel merito della vicenda».

Capezzone (Fi): E' una pagina triste - Diverse le parole di Forza Italia. «Il voto appena compiuto dalla Camera sull'arresto di Giancarlo Galan è un'altra pagina triste", dichiara Daniele Capezzone di Fi, «vale per Galan e vale per ogni altro cittadino, noto o no, deputato o no: il combinato disposto tra l'uso eccessivo della custodia cautelare e il dilagare del processo mediatico - ha aggiunto - produce un vero e proprio azzeramento del diritto alla difesa, riducendolo a un vuoto simulacro, a una forma svuotata di qualunque sostanza».

"Il tritacarne mediatico ha effetti devastanti sull'immagine di una persona" - "Intanto, tra carcere preventivo e massacro mediatico, il cittadino viene messo nel tritacarne - ha lamentato Capezzone - con effetti incancellabili sulla sua immagine. Poi, anni dopo, l'esito finale del processo poco potrà cambiare su questo fondamentale piano. E che questo avvenga in una Camera divisa tra l'indifferenza di alcuni e i risolini di altri dà la malinconica misura del livello della discussione pubblica in Italia».

Sisto (Fi) : "E' una barbarie" - Alle parole di Capezzone fanno eco quelle di Francesco Paolo Sisto, altro deputato di Fi: «E' una "barbarie" il no dell Camera al rinvio della votazione sull'arresto di Giancarlo Galan. Noi non stiamo decidendo su una fase procedimentale autonoma, noi stiamo ponendo termine ad un sub procedimento di natura penalistica, secondo competenze che traggono origine dall'art. 68 della Costituzione. Valgono, perciò, le stesse regole del processo penale, dettate dal Codice di procedura penale: nel contraddittorio di tipo penalistico l'indagato ha diritto di essere presente e ha diritto ad un rinvio se impedito. Vogliamo sostenere che il Parlamento abbia meno regole del giudice penale?».

"Non c'é diritto alla Camera" - "Mi sarei aspettato oggi - aveva aggiunto in ultimo l'esponente di Fi - una diversa discussione, un dubbio sull'effettività dell'impedimento dell'on. Galan. Ma se questo dubbio non c'è, perché l'impedimento è ritenuto giustificato, allora è una vera barbarie che non si consenta il rinvio. La stessa Cassazione annullerebbe una simile decisione per nullità assoluta. Nel 2009, il Parlamento ha ratificato il Trattato di Lisbona, che ha reso le norme della Cedu supercostituzionali, cioè di immediata applicabilità. Ebbene, l'art. 6, secondo comma, lettera c, della Cedu, tutela il diritto dell'imputato a difendersi personalmente. Non si può trasformare la Camera in una piazza incontrollata in cui non c'è diritto».