12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Riforme costituzionali

Fi: Fermi tutti, serve tempo

Nonostante le rassicuranti aspettative del Patto del Nazareno, Fi avvisa il premier che le riforme non vanno date per scontate, perché fondamentale è rispettare i diritti di tutte le minoranze parlamentari. La Lega, a sua volta, chiede un rinvio e impone uno stop al processo di riforma costituzionale.

ROMA - Il Presidente del Consiglio continua la sua battaglia per le riforme, mentre da ogni parte si alza il vento dell'opposizione. In barba al Patto del Nazareno, anche da Fi non mancano critiche e minacce, e il terreno si fa sempre più minato.

Il Mattinale: Perché la riforma sia positiva, bisogna tutelare gli interessi di tutti - «L'Aula del Senato sarà oggi protagonista dei primi voti in merito al ddl di riforma costituzionale, e il Premier Renzi si affretta a dichiarare: 'Non credo che questo Paese sia nelle mani di una minoranza che vuole fare ostruzionismo', puntando a chiudere entro la fine di luglio. E' bene però ricordare al presidente del Consiglio, che le riforme costituzionali non sono un disegno di legge qualsiasi, a cui possono essere applicati tutti gli strumenti e i meccanismi che la maggioranza ha a disposizione per portare avanti il proprio programma di Governo": si legge su 'Il Mattinale', la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera.

«Una riforma costituzionale - osserva - necessita di un percorso complesso e approfondito, teso a tutelare tutti gli equilibri del nostro sistema istituzionale, quei pesi e contrappesi fondamentali affinché la riforma possa essere davvero positiva per il Paese».

Fi: Siano rispettati i diritti delle minoranze parlamentari - «Il Regolamento della Camera - si rimarca sul Mattinale - garantisce e tutela a pieno l'iter parlamentare e il dibattito sulle riforme costituzionali: il Regolamento esclude infatti per i progetti di legge costituzionale la dichiarazione d'urgenza (art. 69) nonché il procedere per votazioni riassuntive o per principi e, quindi, attraverso la segnalazione degli emendamenti (art. 85-bis)».

«La discussione è quindi garantita dalle stesse regole procedurali con un ampio percorso dialettico, a cui maggioranza e opposizioni sapranno dare un fattivo contributo. Perché in questo caso, più che di 'minoranza che vuole fare ostruzionismo', il Premier Renzi dovrebbe riflettere sull'altra faccia della medaglia: se ad essere in ballo è l'assetto istituzionale con pesanti ricadute sull'economia e sulla produttività del Paese, le minoranze magari vorrebbero vedere riconosciuto i propri diritti di esercizio dell'attività parlamentare, per contribuire a migliorare il progetto di riforma", è la conclusione.

"Troppa fretta, per fare le riforme serve un'intera legislatura" - «La storia ci insegna, in particolare nelle ultime due riforme costituzionali approvate nel 2001 e quella del 2005, che - si sottolinea sul Mattinale - si tratta di percorsi sviluppatisi nell'arco dell'intera legislatura. La riforma del 2001 ha avviato il proprio iter alla Camera il 14 aprile 1999, per essere approvata definitivamente dal Senato l'8 marzo 2001, quella del 2005 ha invece iniziato il proprio percorso (un po' più tortuoso) al Senato il 23 ottobre 2003, per essere approvata definitivamente il 16 novembre 2005; in questo caso, l'Aula del Senato in prima lettura fu impegnata ininterrottamente per due mesi (dal 22 gennaio al 25 marzo 2004) per un totale di 34 sedute (tra antimeridiane e pomeridiane)».

«Il Governo - si legge ancora - ha sempre avuto un ruolo importante e decisivo nella spinta propulsiva alle riforme, attraverso una propria iniziativa legislativa dopo una riflessione al proprio interno, e rispettando comunque i tempi del percorso parlamentare dei disegni di legge costituzionale, senza mai porre la questione di fiducia, o mettendo in atto meccanismi di compressione della discussione».

Sisto (Fi): Serve tempo - Francesco Paolo Sisto (Fi) è intervenuto ad Agorà estate, su Rai3: «Il parlamento, sulle riforme, ha bisogno di qualche momento in più", ha concluso Sisto."Le riforme strutturali hanno bisogno di riflessione. Chi vuole stressare i tempi delle riforme non fa gli interessi del Paese e del Parlamento. Non è un obbligazione di risultato, è un'obbligazione di risultato intelligentemente gestita».

Lega: Diciamo stop - Anche la Lega in Senato chiede «un rinvio della discussione sulle riforme perché ad oggi non abbiamo ricevuto risposte alle proposte da noi avanzate", ha detto il capogruppo a Palazzo Madama Gian Marco Centinaio.