12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Riforme costituzionali

Pd: Avanti tutta, ce la faremo

E' cominciato l'esame degli oltre settemila emendamenti, e il premier rilancia con determinazione la necessità che si procedenza rapidamente nel processo di riforma costituzionale. Intorno a lui si stringono altri esponenti del Pd, ma c'è anche chi dichiara battaglia dall'interno del partito di maggioranza, come Corradino Mineo che afferma: "Combatteremo la vostra deriva autoritaria".

ROMA - E' cominciato l'esame dei 7850 emendamenti, e gli esponenti del Pd si stringono intorno al premier Renzi, consapevoli che dalla battaglia per le riforme dipende anche il futuro dell'esecutivo; ma non mancano posizioni contrarie e pronte a dar battaglia anche all'interno del partito di maggioranza. 

Renzi: Siamo qui per fare le riforme, e le faremo - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, a palazzo Chigi in occasione della firma di alcuni contratti di sviluppo, rilancia con determinazione la necessità di arrivare fino in fondo nel processo di riforma costituzionale e risponde agli esponenti dell'opposizione che minacciano di lanciare sassi sui binari tracciati governo: «Le immagini di chi vuole bloccare, fermare, ostruire il cammino delle riforme in Italia sono le immagini di chi pensa che si possa andare avanti così. Per cambiare l'Italia bisogna fare le riforme, e noi le faremo».

Pizzetti (Pd) : Se necessario, anche la ghigliottina - Luciano Pizzetti (Pd), sottosegretario per le Riforme, spiega così il percorso della riforma istituzionale ad Avvenire: «Vogliono rinviare tutto a settembre, far chiudere l'Aula ad agosto con la riforma a metà strada. Lo impediremo con tutte le nostre forze. Non prendo nemmeno in considerazione l'idea che ce la possano fare e nemmeno intendo ragionare sulle conseguenze politiche. Semplicemente, ulteriori dilazioni non sono tra le ipotesi da prendere in considerazione".

«Per ora - è l'avviso ad M5S e Sel - stiamo ad osservare, vogliamo capire se questi sono fuochi destinati a spegnersi oppure no. E' chiaro che non dormiamo, e ci stiamo attrezzando a respingere l'attacco. Pronti anche alla cosiddetta "ghigliottina" parlamentare? "Se le cose continuassero così, non sarebbe uno scandalo. In ogni caso valuteremo prima altri interventi, ad esempio un'attenta valutazione degli emendamenti da bocciare, in modo da farne decadere altri a catena e ridurre il numero delle votazioni».

Marcucci (Pd): Senza dubbio, vinceremo noi - Il senatore Pd Andrea Marcucci interviene così nel dibattito sulle riforme: «Chi la dura la vince. Una montagna di carte e di parole cerca di bloccare le riforme del governo Renzi, ma l'obiettivo resta quello dell'approvazione prima del breve stop estivo".

«Anni di studi e di dossier, quattro letture previste dalla Carta, tre mesi di lavoro in commissione Affari Costituzionali, trenta ore di dibattito in Aula - ha sottolineato il parlamentare - non ci fanno certo temere accuse di scarsa democraticità o di fretta. Il governo Renzi ed il Pd ci hanno messo la faccia, gli elettori sanno che il nostro programma prevede il superamento del bicameralismo perfetto ed il Senato non elettivo. Il traguardo resta invariato", ha concluso Marcucci.

Mineo (Pd) : Non siamo malpancisti, la loro è una deriva autoritaria - Non mancano però posizioni contrarie anche al'interno del Pd, come quella del senatore Corradino Mineo che, ai microfoni di Radio Montecarlo, non esita a far la guerra dall'interno del partito di maggioranza: «Penso che il provvedimento sulle riforme costituzionali sia inconsapevolmente autoritario, nemmeno il governo voleva questo esito, per cui adesso dobbiamo correggere in Aula e speriamo di riuscirci».

«Ma quali malpancisti! La nostra posizione è esplicita", ha avvertito sempre l'esponente del Pd aggiungendo: «Vogliamo la fine del bicameralismo perfetto, ma vogliamo che il sistema sia bilanciato, che il Presidente della Repubblica sia garante di tutti, che non ci sia questa sproporzione tra 100 senatori e 630 deputati. Queste sono tutte questioni di una limpidezza assoluta: è l'esecutivo che non risponde mai su questi punti, e vedrete che alla fine ci saranno delle sorprese durante le votazioni».

Sì al voto palese, no all'ostruzionismo come forma di lotta - Quanto infine alla possibilità di ricorrere al voto segreto, Mineo è stato netto: "Non sono d'accordo sull'ostruzionismo come forma di lotta. Ad esempio, sulla questione del Senato elettivo o meno io voglio che si sappia, e che resti nella storia, chi ha detto sì e chi ha detto no a questa boiata dei partiti nelle Regioni che eleggono i nuovi senatori».