17 giugno 2019
Aggiornato 19:30
Berlusconi assolto | Le reazioni

Fi e Ncd: Silvio sì, Silvio no

Dopo l'assoluzione di Berlusconi, Fi si ricompatta intorno al suo intramontabile Cavaliere; ma dal Ncd arrivano moniti d'altra natura: «Il risultato giudiziario ottenuto è importantissimo, ma Silvio deve fare i conti con gli anni che passano. Non sarà lui il leader di coalizione».

ROMA - L'assoluzione secca del Cavaliere, senza se e senza ma, non poteva che avere importanti ripercussioni politiche. Forza Italia si ricompatta intorno al suo leader redivivo, e una telefonata distensiva tra Berlusconi e Alfano lascia presupporre un periodo di disgelo. Ma non tutti nel Ncd la pensano allo stesso modo.

Cicchitto: Berlusconi è vecchio per fare il leader di coalizione - Secondo Fabrizio Cicchitto del Ncd, che ha rilasciato un'intervista a "Il Mattino", è il momento di riaprire il dialogo con Forza Italia, purché «Berlusconi non pensi di essere lui ancora il leader della coalizione facendo derivare l'investitura dalla conclusione della vicenda giudiziaria che lo coinvolgeva».
«Il risultato giudiziario ottenuto è importantissimo ma Silvio - osserva ancora Cicchitto - deve anche fare i conti con gli anni che passano. Si pone inoltre un problema politico: il modello-partito che lui conosce è di tipo monarchico mentre noi riteniamo che i tempi attuali richiedano un pluralismo interno».
«Credo che in questo momento - prosegue inoltre l'esponente del Ncd - ognuno debba fare la propria parte per aggregare tutte le posizioni di centro che sostengono il governo e non intendono entrare a far parte di una coalizione che appoggi direttamente o indirettamente Renzi e quel partito nazionale che immagina di creare. Il Nuovocentrodestra fa parte di un governo di larghe intese, determinato dalla crisi istituzionale ed economica, ma non si colloca nell'area del centrosinistra. Abbiamo risposto a due emergenze: il vuoto di riformismo e la mancata crescita, da qui derivano il 40 per cento ottenuto da Renzi alle Europee e anche il nostro 4,2%».

Schifani: E' finito il tempo della sua leadership -  «Se qualcuno pensa che questo verdetto ci restituisca Berlusconi nuovamente leader incontrastato del centrodestra, magnete attorno al quale ricostruire un'alleanza politica vincente e alternativa alla sinistra, si sbaglia. Una sentenza non sposta indietro le lancette della storia, né tantomeno quelle del centrodestra». Lo dice il responsabile del programma del Nuovo Centrodestra, Renato Schifani, in un'intervista al Giornale di Sicilia.
«Sono convinto - osserva - che Berlusconi possa ancora dare alla politica, ma rivestendo un nuovo e diverso ruolo: quello di aggregatore di un'alleanza di centrodestra nella quale lui non sarà più l'azionista di maggioranza. Del resto lo dicono anche i risultati elettorali. Il centrodestra, prima come Pdl e poi diviso nelle varie realtà politiche, ha perso dal 2001 quasi 10 milioni di voti. Questo significa che bisogna cambiare», conclude Schifani.

Lupi: Noi non torneremo all'ovile - "Per dialogare bisogna che Forza Italia abbandoni le posizioni estremiste", sostiene il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, commentando in un'intervista al Corriere della Sera il 'riavvicinamento' tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano sancito da una telefonata di disgelo e da ipotesi di dialogo tra Fi e Ncd.
«I moderati - aggiunge - vogliono essere protagonisti del cambiamento del Paese o essere ininfluenti? Forza Italia è la faccia buona di Giovanni Toti o gli insulti gratuiti di alcuni suoi colleghi di partito, preoccupati solo di vedere Ncd annientato? Noi non intendiamo 'tornare a casa' o peggio 'tornare all'ovile' ma costruire una nuova grande coalizione popolare di centrodestra».
«Il nostro obiettivo - insiste Lupi - non è recuperare i 10 milioni di voti con una nuova edizione di una vecchia foto, magari ritoccata, ma costruire insieme una forte alternativa a Renzi e alla sua sinistra», ma «vogliamo che si prosegua sulla strada delle riforme e che si parta dalla legge elettorale e dalle preferenze».

Toti: Stati Generali dei moderati italiani a settembre - «Una federazione di forze che si considerano, o almeno proclamano, alternative al centrosinistra alla guida del Paese. E' l'obiettivo di Alfano e anche di Forza Italia. Alla fine di un percorso che, per quanto ci riguarda, può cominciare fin da subito. Con una consulta del centrodestra, una sorta di Stati Generali dei moderati italiani, da tenersi dopo l'estate», afferma il consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti in un'intervista al Messaggero.
«Se qualcuno in Ncd vuole restare a fare la stampellina di Renzi - aggiunge Toti - facesse pure. Saranno i loro elettori a giudicare», mentre «Berlusconi sta facendo un passo avanti» perché «è indiscutibilmente protagonista del processo di riforme, che farà nascere la Terza Repubblica. E, al contempo, è impegnato a ricostruire un centrodestra forte e vincente. Su tutto il resto, discuteremo con gli alleati quando e come questa federazione diventerà un fatto compiuto e secondo quali modalità verrà scelto il candidato premier».