25 giugno 2019
Aggiornato 05:30
Ruby bis, si ricomincia

Fede, Mora e Minetti: la sentenza a novembre

Dopo che il processo di primo grado si è concluso con la condanna di tutti gli imputati (7 anni a Fede e Mora, 5 alla Minetti), il processo d'appello riprenderà a settembre con la relazione del collegio. Fino al 20 ottobre proseguiranno le arringhe, mentre la sentenza è attesa per il 13 novembre.

MILANO - La requisitoria il 10 ottobre e la sentenza a novembre, probabilmente il giorno 13. E' questa la tabella di marcia del processo di secondo grado sul filone bis del caso Ruby, comunicata dai giudici della terza Corte d'Appello di Milano nel corso di un'udienza lampo. Il procedimento d'appello è in pratica cominciato con un rinvio. C'è stato giusto il tempo necessario per fissare il calendario delle prossime udienze. Poi il collegio ha aggiornato il procedimento che riprenderà dopo la pausa feriale della giustizia.

Il processo di primo grado si è concluso con la condanna di tutti gli imputati: 7 anni per Fede e Mora, 5 per la Minetti. L'ex direttore del Tg4 ha scelto di farsi difendere da Maurizio Paniz, l'ex deputato Pdl che il 3 febbraio 2011 prese la parola alla Camera per difendere Berlusconi alla prese con lo scandalo Ruby, assicurando che l'allora presidente del consiglio era davvero convinto della parentela tra la minorenne marocchina e il premier egiziano Hosni Moubarak.

Il processo d'appello si giocherà tutto nel giro di 4 udienze: si tornerà in aula il prossimo 25 settembre con la relazione del collegio. Poi ancora un balzo di due settimane, fino al 10 ottobre, giorno in cui è prevista la requisitoria del sostituto procuratore generale Piero De Petris. La settimana successiva, il 17 ottobre, toccherà alle parti civili e alla difesa Mora prendere la parola in aula per le arringhe difensive. Arringhe che proseguiranno il 20 ottobre con gli interventi in aula degli avvocati di Fede e della Minetti. Questa è l'ultima data indicata dal collegio. Infine, la sentenza è attesa per il 13 novembre (data tuttavia non confermata in aula).