18 novembre 2019
Aggiornato 13:00
Politica e giustizia

Nel Pd nessuno difende Orsoni

«Siamo umanamente dispiaciuti per la condizione in cui si trova ma abbiamo maturato la convinzione che non vi siano le condizioni perché prosegua nel suo mandato di sindaco di Venezia», affermano in una nota Debora Serracchiani, vice segretario nazionale Pd e Roger De Menech, segretario regionale del Pd veneto

VENEZIA - «Siamo umanamente dispiaciuti per la condizione in cui si trova Giorgio Orsoni, ma dopo quanto accaduto ieri, e a seguito di un approfondito confronto con i segretari cittadino provinciale e regionale del Pd, abbiamo maturato la convinzione che non vi siano le condizioni perché prosegua nel suo mandato di sindaco di Venezia». Lo affermano in una nota Debora Serracchiani, vice segretario nazionale Pd e Roger De Menech, segretario regionale del Pd veneto.

RIFLETTA SU DIMISSIONI - I due esponenti del Pd continuano: «Invitiamo quindi Orsoni a riflettere sull'opportunità nell'interesse dei cittadini di Venezia e per la città stessa - sottolineano - di offrire le sue dimissioni. Siamo convinti, inoltre, che non si debba disperdere quanto di buono il Pd di Venezia e tanti bravi amministratori hanno fatto e stanno facendo per la città. Per questo e per la necessaria chiarezza indispensabile in simili frangenti riteniamo che lo stesso Orsoni saprà dare prova di grande responsabilità».

RUSSO, HA PATTEGGIATO SI DIMETTA - Anche il Senatore Pd Francesco Russo, in un'intervista sulle pagine de «La Stampa» commenta la vicenda del sindaco di Venezia: ​«Non ho nulla contro la persona, ma a me interessa che Orsoni abbia patteggiato una pena a quattro mesi ammettendo una responsabilità che, per me, lo rende incompatibile con la carica di sindaco. Credo che il Daspo evocato da Renzi sia l'unico strumento per testimoniare che noi, come Pd, abbiamo chiuso con ogni possibile cedimento personale»

ORSONI, COMPORTAMENTO PD INACCETTABILE - Il Partito Democratico «con me ha avuto un comportamento inaccettabile, ha affrontato quanto mi è accaduto in modo superficiale e farisaico. In particolare i vertici. Lei immagino abbia letto i giornali, le dichiarazioni. Hanno detto che non mi conoscevano. Strano, Renzi lo conosco da quando era sindaco di Firenze: ci conosciamo bene», dichiara il sindaco di Venezia in una intervista a «Il Fatto Quotidiano».