6 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Corruzione

Lupi: Mose vada avanti, già spesi 4 miliardi

Il ministyro dei Trasporti: "Non dobbiamo buttare via il bambino con l'acqua sporca, tenendo a mente il suo scopo: salvare Venezia. Non è più tempo di scaricare la responsabilità sugli altri per mettersi a posto la coscienza, qui il problema è assumersi le responsabilità"

ROMA - "Stiamo provando a far rialzare la testa al Paese dimostrando che si possono fare grandi opere in tempi certi e che siamo capaci di far tornare gli investitori internazionali, ma puntualmente dimostriamo che siamo legati ad un passato che non riusciamo a scrollarci di dosso. Sono d'accordo con Matteo Renzi, dobbiamo combattere ancora più duramente la corruzione". Lo dice il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi (Ncd), in una intervista a Repubblica.

NON POSSIAMO FERMARE MOSE - "È inutile nascondersi - prosegue - sono in corso indagini e, pur restando un convinto sostenitore della presunzione di innocenza, acclarati i fatti dico che chi ha sbagliato dovrà risponderne. Quando parlo di passato mi riferisco a un modo di agire che ha segnato la storia del nostro Paese mentre noi ora dopo 20 anni persi vogliamo rilanciare le infrastrutture dicendo che sono fondamentali per competitività e crescita. Insomma, ci siamo assunti la grande sfida di cambiare questo Paese, ridargli orgoglio e dignità, ma ogni volta che rilanciamo si torna a rimettere tutto in discussione, eppure non dobbiamo buttare via il bambino con l'acqua sporca. Nel caso del Mose ad esempio non possiamo buttare via 4 miliardi già spesi tenendo a mente il suo scopo: salvare Venezia. Non è più tempo di scaricare la responsabilità sugli altri per mettersi a posto la coscienza, qui il problema è assumersi le responsabilità".

CAMBIAMENTI CHIEDONO TEMPO - "In questi mesi - sottolinea Lupi - abbiamo lavorato molto, ma per realizzare i cambiamenti ci vuole tempo. Questi fatti però ci dicono che dobbiamo accelerare e io lo farò su tre punti fondamentali. Innanzitutto bisogna rendere tutti gli appalti trasparenti pubblicando ononline chi se li aggiudica, quali sono i tempi e i costi per la loro realizzazione. Il primo antidoto infatti è non avere nulla da nascondere. Poi dobbiamo accelerare sul lavoro già svolto nella revisione del codice degli appalti, eliminare burocrazia e lentezza, l'humus migliore per gli elementi corruttivi. Semplificazione, certezza delle norme, controlli severi e pene certe. Solo così elimini le procedure eccezionali, che derivano dai ritardi, e favoriscono la corruzione. Dobbiamo anche accelerare la due diligence non solo del Mose, ma di tutte le opere strategiche". Quanto all'annuncio del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, sulla reintroduzione del falso in bilancio e l'istituzione del reato di autoriciclaggio, Lupi dice: "Da una parte dobbiamo semplificare, dall'altra chi sbaglia deve pagare. Non si può reagire con rimedi parziali, ci vuole una risposta complessiva. Vedremo le proposte di Orlando e se saranno corrette le appoggeremo".

NON VOTO ARRESTO DI NESSUNO - "Sono certo che come sempre la Camera verificherà i documenti che saranno inviati dai magistrati e deciderà entrando nel merito, appurando se se ci sono le condizioni dell'arresto, che è il provvedimento estremo chiaramente normato dal codice, dando ovviamente la possibilità a Galan di difendersi. Io sinora non ho mai votato per l'arresto di nessuno". Lo dice il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, in una intervista a Repubblica, a proposito della richiesta di arresto di Giancarlo Galan.