22 ottobre 2021
Aggiornato 23:01
Centrodestra

De Girolamo: nel nostro simbolo c'era, c'è e ci sarà la parola destra

La presidente dei deputati del Nuovo Centrodestra: "Ormai anche il Papa non è più a vita e quindi presumo che non debbano esserlo neanche le alleanze politiche. Ironie a parte, credo che il futuro del nostro partito dipenda da una cosa semplicissima: la nostra capacità di saper mantenere un'identità forte"

ROMA - "Ormai anche il Papa non è più a vita e quindi presumo che non debbano esserlo neanche le alleanze politiche. Ironie a parte, credo che il futuro del nostro partito dipenda da una cosa semplicissima: la nostra capacità di saper mantenere un'identità forte. E per questo, l'ultima cosa da fare è ipotecare il futuro a tempi medio-lunghi, senza ricordare che nel nostro simbolo c'era, c'è e resterà la parola destra". Lo afferma in una nota la presidente dei deputati del Nuovo Centrodestra, Nunzia De Girolamo.

AL GOVERNO PER MESSA IN SICUREZZA PAESE - "Adesso siamo al Governo con Matteo Renzi perchè crediamo nella sua agenda di programma che ha come primo obiettivo la messa in sicurezza dell'Italia. Ma, come è stato già chiarito, noi siamo alternativi al Pd. Di qui al 2018 - spiega De Girolamo - c'è un'eternità, un periodo nel quale dobbiamo portare a casa quattro, cinque leggi fondamentali per il futuro dello Stato, ma anche pensare a ricostruire un centrodestra unito e forte".

NO RIFORME NO NCD - Dunque "per il primo obiettivo chiediamo al capo del governo di ricambiare la nostra lealtà assicurandoci pari dignità nelle scelte: non siamo il pronto soccorso del Governo, ma parte attiva e propositiva della sua azione. Il Presidente del Consiglio sappia che l'alleanza di Governo terminerà se la forza propulsiva delle riforme resterà soltanto uno slogan". Per quanto riguarda il centrodestra, conclude la capogruppo di Ncd alla Camera, "credo che prima di aprire le porte a contributi esterni, dobbiamo innanzitutto guardare in casa nostra e riannodare i fili con Forza Italia prima, e con Fratelli d'Italia e la Lega poi. Come si fa? Ritrovando il senso unitario delle cose per le quali vale la pena proporsi uniti agli italiani. Nessuna fuga in avanti, quindi, nè porte aperte a tutto e il contrario di tutto".