24 luglio 2021
Aggiornato 12:00
Giustizia

Giustizia minorile, dal 2008 sempre più comunità e meno carcere

Aumentano i minori in carico agli Uffici di servizio sociale (USSM), mentre diminuiscono gli ingressi nei Centri di prima accoglienza. Crescono quelli collocati in comunità (in termini di ingressi ma soprattutto di presenza giornaliera) e calano gli ingressi nelle prigioni

ROMA - Tra il 2008 e il 2012 aumentano i minori in carico agli Uffici di servizio sociale per i minorenni (USSM), mentre per quanto riguarda i minori che costituiscono l'utenza dei Servizi minorili residenziali diminuiscono gli ingressi nei Centri di prima accoglienza, aumentano i minori collocati in comunità (in termini di ingressi ma soprattutto di presenza giornaliera) e calano gli ingressi negli Istituti penali per i minorenni. E' la "fotografia" della giustizia minorile italiana che emerge dal "Secondo Rapporto sulla devianza minorile in Italia", curato dall'Ufficio Studi, ricerche e attività internazionali e del Servizio Statistica del Dipartimento per la Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia e presentato oggi a Roma in collaborazione con Unicef Italia.

MINORI E SERVIZIO SOCIALE - Il Secondo Rapporto sulla Giustizia Minorile, a cinque anni di distanza dal primo, prende in esame gli anni dal 2008 al 2012 e presenta il risultato delle rilevazioni statistiche curate dal Dipartimento per la Giustizia Minorile relative ai minori che costituiscono l'utenza dei Servizi della Giustizia Minorile. L'analisi dei dati evidenzia che la maggior parte dei minori autori di reato è in carico agli Uffici di servizio sociale per i minorenni nell'ambito di misure all'esterno. Nel periodo preso in esame i dati degli USSM evidenziano un aumento del numero dei minori in carico (da 17.814 nel 2008 a 20.407 nel 2012, +14,5%), un dato che comprende i minori in carico da periodi precedenti (è proprio questa componente dell'utenza ad aver registrato un incremento degno di nota: da 8.480 nel 2008 a 12.636 nel 2012, confermando che il lavoro sociale diventa sempre più complesso). 

SERVIZI MINORILI RESIDENZIALI - Per i minori che costituiscono l'utenza dei Servizi minorili residenziali si registra la diminuzione degli ingressi nei Centri di prima accoglienza (da 2.908 nel 2008 a 2.193 nel 2012: -24,5%); l'aumento dei minori collocati in comunità in termini di ingressi (da 1.965 nel 2008 a 2.038 nel 2012: +3,7%), ma soprattutto di presenza giornaliera (dai 677 minori presenti in media in comunità ogni giorno del 2008 ai 958 del 2012: +41,5%).

MINORI E CARCERE - Alla diminuzione degli ingressi negli Istituti penali per i minorenni (da 1.347 nel 2008 a 1.252 nel 2012: -7%) si è contrapposto l'aumento del numero dei detenuti presenti (dai 468 minori e giovani adulti presenti in media ogni giorno del 2008 ai 508 del 2012: +8,5%). Per quanto riguarda le tipologie di reato, i minori dell'area penale sono coinvolti prevalentemente nei reati contro il patrimonio, stupefacenti, uso e detenzione delle armi. Secondo Caterina Chinnici, capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia, "dalle analisi qualitative contenute in questo rapporto si rileva come i bisogni manifestati dai ragazzi siano sempre più complessi e richiedano interventi diversificati, specializzati e integrati. Inoltre la professionalizzazione dell'intervento viene considerata un criterio fondamentale e trasversale per tutte le tipologie di servizio laddove gli operatori della Giustizia minorile rappresentano uno strumento forte dell'intervento".

L'UNICEF E IL DIPARTIMENTO GIUSTIZIA - "La collaborazione con il Dipartimento per la Giustizia Minorile è molto importante e significativa per l'Unicef - ha detto il presidente dell'Unicef Italia Giacomo Guerrera - garantire i diritti dell'infanzia concretamente vuole dire sia prevenire l'ingresso dei minorenni nel circuito penale minorile mediante il ricorso, ogniqualvolta possibile, a misure alternative alla detenzione, sia accompagnare i bambini e gli adolescenti più vulnerabili che sono entrati nel circuito penale minorile in percorsi che ne incoraggino un ruolo attivo e costruttivo all'interno della società, tenuto conto del ruolo rieducativo della pena. La nostra gratitudine va a tutti gli operatori, che a diverso titolo, lavorano con i minori in conflitto con la legge, per promuovere il pieno sviluppo della loro personalità".