11 luglio 2020
Aggiornato 23:00
Movimento 5 stelle

Grillo va da Vespa e Porta a Porta segna il record stagionale

Il leader del Movimento 5 stelle è tornato, dalla trasmissione su Rai 1, sul post della «lupara bianca» contro Matteo Renzi: «E' un termine giornalistico, non è un termine mafioso, è la scomparsa di questi personaggi, sono scomparsi». Poi ha mostrato a u assegno gigante per dimostrare quanti milioni il M5s ha restituito allo Stato

ROMA - La puntata con Beppe Grillo consente il record stagionale a Porta a Porta, ieri in seconda serata su Raiuno. A guardare la trasmissione di Bruno Vespa sono stati 3 milioni e 165 mila telespettatori, con uno share del 23.75 di media. Il leader del Movimento 5 stelle è tornato, dal salotto di Vespa, sul post della «lupara bianca» contro Matteo Renzi: «Lupara bianca è un termine giornalistico, non è un termine mafioso, è la scomparsa di questi personaggi, sono scomparsi». Succederà, dice, anche al premier: «L'ebetino (come Grillo chiama Renzi) è questa luce che cammina, scomparirà anche lui, la televisione non ha memoria. Parliamo di nulla».

IL POST DELLA LUPARA BIANCA - Sul suo blog Grillo aveva scritto: «Prevenire è meglio che curare. La lupara bianca attende Renzie che in fondo è uno smargiasso, un fanfarone, quello che si vede quando apre bocca, ma va avvertito, è un essere umano anche lui. Il Sistema assume i suoi uomini a progetto, se ci riescono, bene, altrimenti vengono fatti scomparire nel nulla. Come per la mafia. Lupara bianca. Renzie - continuava il leader del Movimento 5 Stelle - è stato assunto a progetto per vincere le elezioni europee che perderà. Chi si ricorda di Enrico Letta, il cocco di Napolitano, che spopolava sulle prime pagine dei giornali e nei programmi televisivi? Oggi non lo intervistano neppure più Giletti e la Gruber... E' sparito dal mattino alla sera. Solo qualche foto di spalle con iil figlio per strada in stile viale del tramonto. E Rigor Montis, il nuovo De Gasperi? E' finito in Sciolta Civica e persino alla Bocconi il custode non lo saluta più e gli studenti fanno finta di non riconoscerlo. Gente che ha fallito e, come avviene per i mafiosi, chi fallisce viene punito. Lupara bianca».

L'ASSEGNO DA 5,4 MILIONI RESTITUITI - Poi il comico genovese ha mostrato a Vespa un assegno gigante per dimostrare quanti milioni il M5s ha restituito allo Stato. Grillo, nel corso dell'intervista con Bruno Vespa ha spiegato: «Sono già cinque milioni e mezzo che noi mettiamo a garanzia di prestiti alle piccole e medie imprese. Abbiamo fatto anche belle cose che non vengono fuori dai mezzi di comunicazione: ecco perchè voglio un processo dei mezzi di comunicazione, della politica e dell'imprenditoria via Internet» ha aggiunto. Il giorno seguente il maxi assegno da 5.433.840,93 euro firmato da Beppe Grillo è stato portato dai parlamentari del M5s davanti a Montecitorio in occasione del secondo «Restitution Day», l'iniziativa con la quale gli eletti grillini pubblicizzano il risultato del taglio delle loro indennità, le cui «eccedenze» vengono destinate a un fondo per le piccole e medie imprese in difficoltà. «Lo abbiamo sempre fatto - ha detto Grillo che ha partecipato all'iniziativa - lo facciamo alle Regionali, è una cosa meravigliosa. Se lo facessero anche gli altri partiti chiuderebbero meno imprese e ci sarebbero meno suicidi. Si tratta di una iniziativa semplice. Noi siamo puliti, vogliamo la rivoluzione delle persone per bene».

ELEZIONI EUROPEE SONO POLITICHE - Quindi il cofondatore del M5s ha parlato di elezioni europee. Quello di domenica «è il più grande voto politico che l'Italia possa fare: in gioco c'è il governo, rifare il governo», ha detto il leader del M5s. Se il Movimento 5 stelle vince le elezioni di domenica prossima «andremo sotto al Quirinale in forma pacifica per chiedere le dimissioni di Napolitano perché è un presidente delegittimato», ha continuato Grillo. A chi gli chiede se al Colle ci resteranno fino alle dimissioni del capo dello Stato, il comico genovese ha risposto: «Assolutamente sì. Vogliamo dimostrare che questi sono un Parlamento e un presidente della Repubblica delegittimati. Non hanno più una base né politica né sociale. Non c'è un governo, c'è un signore messo lì da nessuno».