7 dicembre 2019
Aggiornato 13:00
L'inchiesta

Baby squillo, confermate le accuse a Ieni

Lo scrive il gip Maddalena Cipriani in un passaggio del provvedimento con il quale sono stati concessi gli arresti domiciliari all'uomo che era finito in carcere per aver indotto e sfruttato la prostituzione delle due minori che si offrivano in un appartamento dei Parioli

ROMA - Sono state confermate le accuse a carico di Mirko Ieni. Lo scrive il gip Maddalena Cipriani in un passaggio del provvedimento con il quale sono stati concessi gli arresti domiciliari all'uomo che era finito in carcere per aver indotto e sfruttato la prostituzione delle due minori che si offrivano in un appartamento dei Parioli. Ieni inoltre avrebbe anche procurato alle giovanissime - sempre secondo gli inquirenti - ceduto della sostanza stupefacente. Il giudice Cipriani ricorda che dopo l'incidente probatorio, con il quale le ragazze hanno testimoniato sulla vicenda, sono comunque indubbiamente attenuate le esigenze cautelari relativamente al pericolo di inquinamento probatorio.

PERICOLO RECIDIVA - Oltre che delle due ragazzine che si vendevano in un appartamento di viale Parioli, Mirko Ieni è accusato di aver sfruttato anche altre due donne. Il giudice spiega che permangono le esigenze cautelari e allo stato le stesse possono essere salvaguardate con la misura degli arresti domiciliari solo se rafforzate dagli strumenti di controllo a distanza nonchè con i divieti di incontrare persone diverse da quelle conviventi.
Alla luce dell'incidente probatorio - spiega ancora il magistrato - Ieni deve rispondere del fatto di avere agevolato e sfruttato la prostituzione delle minori e delle altre donne identificate, oltre ad essersi prodigato per cedere dello stupefacente. Il gip sottolinea che allo stato è ancora esistente ed allarmante il pericolo di recidiva per Ieni. Si ricorda poi che l'indagato nell'interrogatorio di garanzia giustificava tale sua tendenza a delinquere con la necessità di guadagnare.