19 novembre 2019
Aggiornato 14:30
9 dicembre

Calvani non riempie Piazza del Popolo ma rilancia: «Dopo le feste continueremo e intensificheremo la nostra lotta»

L'unico leader dei forconi che ha voluto l'adunata nella Capitale ha detto: «Con questa manifestazione vogliamo fare vedere alle istituzioni che siamo vicini, che siamo decisi ad andare avanti ad oltranza. Oggi metteremo un paletto importante: credo che capiranno che siamo determinati e decisi»

ROMA - La protesta dei forconi è approdata questo pomeriggio in Piazza del Popolo a Roma. Erano previste 15mila persone, ne sono arrivate molte meno. Il coordinatore Danilo Calvani ha detto: «I presidi proseguono ad oltranza: dopo le feste continueremo e intensificheremo la nostra lotta, con azioni più incisive ma sempre senza violenza e rispettosi dell'ordine costituito».

POLITICI SE NE ANDRANNO - L'unico coordinatore che ha voluto portare il popolo del 9 dicembre nella Capitale ha proseguito: «Con questa manifestazione a Piazza del Popolo vogliamo fare vedere alle istituzioni che siamo vicini, che siamo decisi ad andare avanti ad oltranza. Oggi metteremo un paletto importante: credo che capiranno che siamo determinati e decisi. Andremo in tutte le piazze italiane, ci conteremo e quando si vedrà che siamo di più in maniera democratica i politici se ne andranno».

NESSUNA ETICHETTA POLITICA - Calvani, prima della manifestazione ai microfoni di Agorà su Rai 3 ha spiegato: «Io non ho mai parlato di Marcia su Roma, non c'è nessuna etichetta politica. E' una protesta pacifica la nostra, non politica. La gente non ne può più. Infiltrazioni? Abbiamo paura di Letta e Napolitano, queste sono le infiltrazioni di cui abbiamo paura».

NOI CI METTIAMO LA FACCIA - «Nessuno provi a mettere cappelli politici sulla nostra protesta - ha aggiunto Calvani - in piazza con noi ci sono italiani eterogenei. Noi abbiamo collaborato al massimo con la questura per evitare problemi. Rispetto la scelta di chi ha deciso di non manifestare. Se uno ha dei timori è giusto così. È normale che ci siano dei rischi quando tanta gente scende in piazza. Ma noi sentiamo il dovere di metterci la faccia».