17 giugno 2019
Aggiornato 15:30
Giustizia

Augusto Minzolini a processo per abuso d'ufficio

Il Senatore del Pdl è accusato dal Tribunale di Roma di aver demansionato la giornalista Tiziana Ferrario perché contraria alla linea editorilae. Lui: «Mi lascia una sensazione di persecuzione. Tornassi indietro rifarei tutto»

ROMA - Augusto Minzolini, senatore del Popolo della libertà ed ex direttore del Tg1 è stato rinviato giudizio per abuso d'ufficio.
Il procedimento riguarda il periodo in cui il giornalista era alla guida del telegiornale dell'ammiraglia Rai. Minzolini avrebbe deciso secondo l'accusa di spostare dalla conduzione Tiziana Ferrario senza ricollocarla per un determinato periodo di tempo. Gli accertamenti sono stati coordinati dal pm Sergio Colaiocco.

IL PM, HA DEMANSIONATO FERRARIO - Secondo il capo d'imputazione, Minzolini avrebbe «di fatto demansionato» Ferrario perché la stessa «nel luglio 2009, aderiva a proteste espresse nel tempo dal comitato di redazione per assenza di indipendenza della linea del direttore». E poi, «successivamente al 4 marzo 2010, rifiutava di aderire ad un documento di sostegno alla linea editoriale di Minzolini», a seguito delle polemiche seguite alla nota del 2 marzo 2010 del cdr che stigmatizzava l'informazione 'fortemente errata' del Tg1 sul processo Mills».

L'ABUSO DI UFFICIO - Il reato d'abuso d'ufficio per Minzolini è dovuto al fatto che come direttore Rai è ritenuto incaricato di pubblico servizio ed al fatto che «intenzionalmente procurava alla Ferrario un ingiusto danno perché, dopo averla rimossa dalla conduzione del Tg1 delle 20, ometteva di attribuirle nell'ambito della redazione esteri, di fatto, qualsivoglia mansione dal marzo 2010 al marzo 2011, come riconosciuto dal giudice del lavoro». Dal marzo 2011 al dicembre dello stesso anno la Ferrario pur essendo capo redattore è stata mandata ad 'Uno Mattina' solo per la scrittura di lanci e brevi notizie.

MINZOLINI, SENSO DI PERSECUZIONE - Minzolini ha dichiarato: «Sono allibito, questa decisione di rinviarmi a giudizio non posso dire che non me l'aspettavo, ma mi lascia una sensazione di persecuzione per quanto ho fatto al Tg1. La realtà è che in questo Paese diventa penalmente rilevante se uno punta al rinnovamento e decide di fare largo ai giovani. Io quando sono arrivato al Tg1 ho assunto 18 precari senza tener conto del loro orientamento politico. Non li avevo certo messi io, ma i direttori che mi avevano preceduto».

RIFAREI TUTTO - Rispetto alla giornalista, Minzolini ha sottolineato: «Tiziana Ferrario da 28 anni, cioè quattro generazioni di giornalisti, erano in video e voleva continuare a starci. Vorrei sapere, alla luce di questo rinvio a giudizio per abuso d'ufficio, quali sono i diritti e i doveri di un direttore. Qualcuno me lo spieghi. Tornassi indietro rifarei tutto quanto ma la realtà è che in questo Paese espressioni del tipo 'largo ai giovani o diamo una chance ai giovani' non hanno senso e fondamento. Prima di me e dopo di me, mai nessun direttore era finito a giudizio per aver cambiato qualcosa nelle conduzione di un telegiornale. Avrei potuto arrivare in Rai e fare il passacarte».

FERRARIO, MIO CASO SIA D'ESEMPIO - Ferrario ha detto: «Spero che questa decisione serva a tutti i colleghi della Rai. Quanto è accaduto al Tg1 non deve ripetersi. Un tg del servizio pubblico ha il dovere di informare rispettando il pluralismo e tutte le notizie devono essere date in maniera completa». La giornalista ha annunciato che si costituirà parte civile nel processo.

L'ASSOLUZIONE PER PECULATO - La vicenda giudiziaria è nata dall'iniziativa di Ferrario che tramite i suoi legali presentò una denuncia. Per questa vicenda nel marzo scorso Minzolini era stato ascoltato dagli inquirenti negli uffici di piazzale Clodio. In quell'occasione aveva sostenuto che le «scelte effettuate nei cambi di conduzione furono fatte in base ad un fisiologico turn over». Il 14 febbraio 2013 Minzolini è stato assolto, sempre a Roma, dall'accusa di peculato per il presunto utilizzo improprio delle carte di credito aziendali a lui affidate.

LA DATA DELL'UDIENZA - Il processo a carico di Minzolini comincerà l'8 aprile prossimo, davanti ai giudici della IV sezione. Il suo difensore, l'avvocato Fabrizio Siggia, ha spiegato: «Rimaniamo convinti della validità delle nostre ragioni. Dimostreremo in dibattimento la validità di quanto sosteniamo».