14 luglio 2020
Aggiornato 04:30
Terremoto in Abruzzo

All'Aquila 307 milioni sui 496 dati dall'Ue spesi irregolarmente

Popens (Affari generali Commissione Ue): «Ci sono state irregolarità, non frodi, negli appalti pubblici» che hanno assegnato i lavori per la costruzione delle abitazioni degli sfollati, per cui «abbiamo effettuato una correzione finamnziaria quantificata in 306,9 milioni di euro»

BRUXELLES - Circa 306,9 milioni su un totale di 496 milioni di euro di finanziamenti del Fondo di solidarietà dell'Ue destinati ai bisogni urgenti della popolazione dopo il terremoto dell'Aquila sono stati interessati da irregolarità di gestione durante gli appalti pubblici. Lo ha spiegato a Bruxelles il vicedirettore generale della Dg Regio (la direzione Affari regionali) della Commissione europea, Normunds Popens, durante un'audizione al Parlamento europeo sul rapporto dell'eurdeputato danese Soren Bo Sondergaard relativo alla gestione dei fondi Ue per l'Aquila, una vicenda che risale al 2009.

IRREGOLARITA', NON FRODI - «Ci sono state irregolarità, non frodi, negli appalti pubblici» che hanno assegnato i lavori per la costruzione delle abitazioni degli sfollati, per cui «abbiamo effettuato una correzione finanziaria quantificata in 306,9 milioni di euro», ha detto Popens. I dati, ha aggiunto, sono in una relazione di audit finanziario della Direzione generale Regio che sarà resa pubblica oggi stesso.

UE NON HA FINANZIATO SPECULAZIONE - Popens ha anche criticato la relazione Sondergaard, e lo stesso rapporto del 2012 della Corte dei Conti Ue su cui è largamente basata, per le conclusioni secondo cui i fondi avrebbero finanziato la costruzione dei cosiddetti «alloggi Case» a prezzi gonfiati, superiori del 158 per cento rispetto al prezzo di mercato: «Noi non abbiamo riscontri del fatto che siano state costruite a prezzi gonfiati», ha detto l'alto funzionario Ue, giustificando il costo finale con il fatto che per avere le abitazioni pronte in brevissimo tempo «si è lavorato 24 ore su 24 con tre turni di lavoro ogni giorno, sono stati usati gli standard più alti» ecologici e antisismici, e, infine, che «alcuni materiali avevano subito un aumento di costo del 20 per cento». Per 185 edifici Case, con un costo totale di 810 milioni di euro, «noi abbiamo contribuito con 350 milioni (ovvero il 42% del totale, ndr), e non si può dire che abbiamo finanziato la speculazione», ha concluso Popens.

306 MILIONI NON SONO NOCCIOLINE- Resta il fatto che le «irregolarità» hanno interessato ben più della metà dei finanziamenti, e il funzionario della Commissione non ha risposto a Sondergaard che gli chiedeva maggiori chiarimenti. «Una correzione di 306 milioni di euro su circa 500 significa una rettifica finanziaria molto elevata, non sono noccioline», ha detto l'eurodeputato danese.

I SOSPETTI SULLA PROTEZIONE CIVILE - Il sospetto, ha spiegato ad alcuni cronisti Roberto Galtieri, collaboratore di Sondegaard, è che «la Commissione, informata delle irregolarità, invece di notificarle all'Olaf (l'Ufficio antifrode dell'Ue, ndr) e far partire così le indagini, si sia messa d'accordo con le autorità italiane (probabilmente la Protezione civile) perché sostituissero con fondi nazionali i finanziamenti 'irregolari', ridestinando a operazioni 'pulite' i soldi dell'Ue così tornati disponibili». In altre parole, l'Italia avrebbe in questo modo evitato un'imbarazzante inchiesta dell'Olaf e anche il rischio di dover rimborsare i finanziamenti comunitari spesi, almeno in un primo tempo, in modo non conforme alle regole, e poi recuperati per altri impieghi.