30 novembre 2020
Aggiornato 00:00
Primarie del Pd

L'unico convinto dello stop alle tessere è Cuperlo

RP | RP | RP | Renzi: «Io sono stato l'unico a dire: facciamo direttamente le primarie, dopo i congressi locali», Pittella: «Epifani ha deciso lo stop senza chiamarmi, io l'ho saputo dalle agenzie», Civati: «Iniziativa tardiva e parziale, comprensibile perché i pasticci sono stati tanti e sono tutti in grande imbarazzo»

ROMA – Nel Partito democratico i 4 in corsa alla segreteria stanno continuando a discutere sullo stop alle iscrizioni, dopo le polemiche su tesseramenti gonfiati.

CUPERLO, E' IN INTERESSE GENERALE - Gianni Cuperlo ha ribadito personalmente a Guglielmo Epifani il suo sì allo stop anticipato al tesseramento Pd: «Ho ribadito a Epifani quello che ho sempre detto, lo stop al tesseramento è nell'interesse di tutti. Ho visto che Civati e Pittella hanno detto di no, ma secondo me una soluzione si può trovare, ripeto, per il bene di tutti».

Cuperlo ha aggiunto: «Sospendere il tesseramento non vuol dire comprimere la partecipazione, ma evitare altri fenomeni che non fanno il bene del Pd. La partecipazione sarà garantita a tutti quelli che vorranno partecipare alle primarie dell'8 dicembre, ma ora valorizziamo gli iscritti, diamo un segnale a queste persone. Ai congressi territoriali hanno già votato decine di migliaia di iscritti che sono persone perbene. Poi ci sono stati fenomeni circoscritti ma gravissimi da non sottovalutare e non rimuovere, per il Pd è occasione di riscatto dimostrare che questi episodi non si ripeteranno più. Per questo ho rivolto un appello agli altri candidati per fermare il tesseramento, senza comprimere la partecipazione. L'8 dicembre sarà garantita a tutti la partecipazione, ma ora bisogna valorizzare gli iscritti. Dobbiamo dimostrare ai nostri iscritti che possono credere in questo partito e dobbiamo dare il segnale che il Pd affronta queste discussione in modo serio».

RENZI, IO ERO PER FARE SUBITO PRIMARIE - «Il paradosso è che se la prendono con me», ma «io sono stato l'unico a dire: facciamo direttamente le primarie, lasciamo dopo la partita dei congressi locali e degli iscritti. Mi ero raccomandato. Ci sono posti dove il Pd non fa il tesseramento da due anni. Volete che non succedano pasticci?». Lo ha detto Matteo Renzi, in un'intervista a Repubblica, nella quale ha sottolineato: «L'importante è che si dica forte e chiaro: l'8 dicembre possono votare tutti, tesserati e non».

Secondo il sindaco di Firenze «sicuramente ci sono situazioni di tesseramento gonfiato. Non ne so niente, non me ne sono mai occupato, ma alcuni sono evidenti. Sarebbe stato meglio intervenire sui singoli casi, e ce ne sono, piuttosto che sparare nel mucchio. Però non sarò io a preoccuparmi delle regole. Voglio parlare dell'Italia».

Il rottamatore si è rivolto ai «teorici delle tessere»: «Faccio notare che stavolta sono andati nei circoli 350 mila iscritti mentre nel 2009, all'ultimo congresso, furono 500 mila. Significa il 30 per cento in meno ed è un segno importante su cui forse occorre una riflessione. Bersani teorizzava il Pd solido, ma quel Pd è evaporato. Quante volte sono stati coinvolti gli iscritti? Quante volte i sindaci? Nel modello di Pd che abbiamo in testa noi, quando presenteremo delle proposte sul lavoro, domanderemo, attraverso la rete, il contributo degli imprenditori, dei lavoratori. Questa è la rivoluzione».

PITETELLA, DECIDONO E NON MI CHIAMANO - «Epifani ha deciso lo stop senza chiamarmi, io l'ho saputo dalle agenzie. Comunque si tratta di una decisione tardiva, il gonfiamento delle tessere c'è già stato. I congressi locali e provinciali ci sono già stati. Ora con regole demenziali si sceglieranno i primi 3 candidati che parteciperanno alle primarie dell'8 dicembre e il quarto esce», Gianni Pittella, intervistato da Radio Capital, è andato all'attacco sulle regole e sulla gestione di questa fase nel Pd.

Pittella ha contestato la regola dell'esclusione di uno dei 4 candidati, scelta «da ospedale psichiatrico», ha detto il vicepresidente del Parlamento Europeo, che ha spiegato il caso tessere come una «lotta tra potentati locali per il controllo del partito. Gli organi scelti gestiranno la fase delle prossime elezioni amministrative e la gestione delle liste. Epifani doveva parlare quindi giorni fa. Io personalmente non ho visto niente, ma mi è stato riferito di episodi con persone che hanno dato soldi a 100 persone perché si iscrivessero, poi ci può essere una persona che con la complicità del segretario di circolo paga un pacchetto di tessere e poi le distribuisce. Il compito di controllare spetta alla commissione nazionale di garanzia che ha mandato gli ispettori».

CIVATI, PASTICCIO IN MODI MA ANCHE TEMPI - «Non è che ci hanno giocato, è che hanno fatto finta di non vedere le cose. E questa è la migliore delle ipotesi. Non esiste che ci siano dei tesseramenti così esagerati in province dove c'è un'attività politica da parte nostra». Lo ha affermato il candidato alla segreteria del Pd Pippo Civati, che ha definito il blocco del tesseramento «un'iniziativa tardiva e parziale» ma «comprensibile perché i pasticci sono stati tanti e sono tutti in grande imbarazzo».

«Meno comprensibile - ha detto Civati a Radio 24- perché non c'è stata la volontà di fermare questi pasticci al momento opportuno, mentre si stavano palesando nella vita del Partito democratico». Ed in particolare il responsabile organizzazione Davide Zoggia, secondo il quale la colpa dei falsi tesseramenti è da attribuire solo ai ras provinciali, «è stato scandaloso, o i candidati sono deficienti o conoscono i sostenitori locali».

«Dire che nessuno sapeva, che tutto è avvenuto per dinamiche locali - ha affermato ancora Civati- non è corretto, nel momento nel quale i due candidati di cui parlano i giornali si spartiscono vittorie nei congressi. Posso solo dire che i miei sostenitori non hanno fatto niente di quello che si racconta, fin dall'inizio gli ho detto che li avrei espulsi dalla corsa congressuale se avessi trovato comportamenti di questo tipo che sono inaccettabili».