29 agosto 2025
Aggiornato 17:30
TESSERE PD GONFIATE

Epifani tenta di mediare, Renzi polemizza: «Un altro modo per farsi male»

RP | RP | RP | Il segretario del Pd ha proposto «se c'è l'accordo di tutti» di chiudere le iscrizioni al partito il giorno dei congressi di circolo come proposto da Cuperlo. Il sindaco di Firenze: «C'è un irrefrenabile desiderio di tornare a litigare sulle regole e fare la conta, fasulla, sui segretari provinciali. Ma dall'8 dicembre finalmente cambierà»

ROMA - Il tesseramento si potrebbe chiudere in anticipo, il giorno della convocazione dei congressi di circolo per il voto sul segretario del partito, ma solo se c'è «l'accordo di tutti» ha proposto il segretario del Partito democratico (Pd), Guglielmo Epifani. Epifani lo ha detto durante la segreteria del partito, dopo le polemiche sul numero di iscritti al Pd che è cresciuto nelle ultime settimane.

EPIFANI, STOP A TESSERE PRIMA CONGRESSI CIRCOLO - Gianni Cuperlo da giorni ha chiesto la chiusura anticipata dl tesseramento per arginare il fenomeno delle iscrizioni di massa registrato in qualche caso nelle ultime settimane. Epifani, secondo quanto si apprende, avrebbe detto stamattina che si potrebbe chiudere il tesseramento il giorno dei congressi di circolo convocati per votare il segretario nazionale, ma solo se c'è l'accordo di tutti. Accordo che non c'è, visto che si oppongono sia Matteo Renzi che Gianni Pittella.

CUPERLO, NO A POLEMICHE - Cuperlo ancora oggi ha ribadito: «Io sono molto colpito da questi episodi, l'ho detto, lo ripeto, e ho detto e ripeto anche a lei che non è un elemento di polemica verso nessuno degli altri candidati, verso i quali ho un sentimento di stima e di amicizia vera. Ma faccio appello agli altri candidati, faccio appello a Epifani, al segretario del partito, perché sono episodi che non possiamo liquidare o derubricare come singole mele marce in una pianta complessivamente sana».

Cuperlo ha proseguito: «So anch'io che ci sono decine, centinaia di migliaia di iscritti che vivono con passione questo congresso, ma quegli episodi, quei tesseramenti rigonfi, quelle esplosioni di adesioni molto spesso pilotate che hanno caratterizzato alcuni congressi, sono più di un campanello di allarme. Sono il segnale di una trasformazione, di una mutazione, del modo d'essere, del modo di organizzarsi, del modo di vivere di un partito politico che prima di tutto è una comunità di senso, di destino. Ed è per questo che io ho detto, cerchiamo, tutti assieme, senza polemiche tra di noi, di fissare dei punti fermi, di piantarli bene a fondo nel terreno. Questa idea che ci si possa iscrivere al partito fino all'ultimo giorno, a un minuto prima del voto, ma perché?».

6 NOVEMBRE FINE TESSERAMENTO - Cuperlo ha concluso: «Non ho mica detto blocchiamo il tesseramento all'anno scorso? Fermiamolo al giorno prima, il 6 di novembre, il giorno prima dei congressi di circolo che decideranno la guida, la linea e la piattaforma politica del Pd dei prossimi anni, e facciamo in modo di dare un po' di ordine, di disciplina, a questa discussione. Ma facciamolo non per l'interesse di questo o quel candidato, facciamolo per il rispetto che dobbiamo a quelle decine e centinaia di migliaia di persone che poi, durante l'anno, nonostante le fatiche, le sconfitte, le delusioni, vanno a montare quei gazebo, vanno a riempire gli stand delle nostre feste democratiche. E' gente che ci crede! E' gente alla quale devi rivolgerti davvero con il senso di un rispetto profondo per la loro storia e, soprattutto, per la speranza che ripongono in questo partito».

RENZI, CONTINUIAMO A FARCI MALE - La discussione sul blocco del tesseramento Pd è un altro modo per «farsi del male», se «vogliono sospendere le iscrizioni» al partito «facciano pure», purché il Pd torni ad occuparsi dei problemi dell'Italia, ha scritto su Facebook Matteo Renzi: «Siamo piombati nella discussione sulle false tessere, spinti da un irrefrenabile desiderio di tornare a litigare sulle regole e fare la conta, fasulla, sui segretari provinciali. Perché, sì, dai, facciamoci del male: un atteggiamento che in casa Pd conosciamo bene, ma che dall'8 dicembre finalmente cambierà. Per me il confronto vero non può essere su questi temi. Non sono intervenuto fino ad oggi, non lo farò adesso: quello che decide il segretario Epifani mi sta bene. Punto».

DECIDE EPIFANI, PUNTO - Il sindaco di Firenze ha aggiunto: «Vogliono bloccare il tesseramento, come propone Cuperlo? Lo blocchino, nessun problema. Accetto le proposte altrui, le decisioni altrui, le regole altrui. L'importante è che finalmente il Pd torni a discutere di questioni concrete. C'è il 12,6 per cento di disoccupati: un partito serio fa proposte sul lavoro, non passa le giornate a mettere le bandierine sul segretario provinciale di Grosseto o di Lecce. Mi va benissimo qualsiasi decisione prendano Epifani e gli altri candidati. L'importante è che si parli di questioni serie e che l'8 dicembre alle primarie possano votare tutti i cittadini. Chiarito questo, possiamo tornare a fare politica? Grazie».

PITTELLA, CUPERLO SI SVEGLIA TARDI - Anche Gianni Pittella ha detto la sua sul punto: «Il tesseramento è stato già gonfiato. Ormai la fase dei congressi provinciali e di circolo è finita. II gonfiamento era relativo a quella fase. Cuperlo che si sveglia adesso e faccia questa proposta è assolutamente intempestivo».

Il vice presidente vicario del Parlamento europeo, in una intervista su Gazzetta del Mezzogiorno ha sottolineato come «grazie alla mia candidatura alla segreteria nazionale del Pd, si sta parlando di Mezzogiorno e si sta facendo strada l'idea che Sud è parte essenziale dello sviluppo del Paese. Senza il Mezzogiorno l'Italia non cresce, non va avanti. Ma questo per molti anni è stato dimenticato. É passata l'idea che bisognava liberarsi del Mezzogiorno e anche nel Pd c'è stata una caduta di tensione. La mia candidatura ha il grandissimo merito di avere riproposto il Sud al centro del dibattito nazionale».

CIVATI, QUANDO LO DICEVO IO IL NULLA - «Io l'allarme lo avevo lanciato mesi fa, quando alcuni soggetti hanno iniziato a fare un miliardo di tessere, ovviamente nessuno mi ha dato retta e oggi si litiga sui giornali», ha ricordato il candidato alla segreteria del Pd Pippo Civati ai microfoni di La7. «Renzi e Cuperlo sarebbero dovuti intervenire prima - ha aggiunto - se becco uno dei miei che fa le tessere così io lo butto fuori a calci dalla mia mozione, piuttosto perdo».