17 ottobre 2019
Aggiornato 23:00
Giustizia | Caso Conti

Sequestrati 8,7 milioni al senatore Riccardo Conti per mancato versamento Iva

La procura di Roma ha indagato il politico del Pdl per truffa aggravata ai danni dell'Enpap. Avrebbe acquistato e rivenduto nello stesso giorno un immobile nella Capitale creando un danno all'ente per 18 milioni

ROMA - Sequestrati beni e proprietà per 8 milioni e 687mila euro al senatore del Popolo della libertà (Pdl) Riccardo Conti per omesso versamento dell'Iva relativa alla compravendita di un immobile in via della Stamperia a Roma.

LA COMPRAVENDITA SOSPETTA - Gli investigatori del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza hanno eseguito il provvedimento firmato dal gip del tribunale di Roma, Barbara Callari. L'immobile oggetto dell'inchiesta del pubblico ministero Erminio Amelio sarebbe stato acquistato e rivenduto nello stesso giorno, nel gennaio 2011, all'Ente nazionale prevenzione e assistenza psicologi (Enpap).

L'IVA MANCANTE - Conti è accusato di omesso versamento «perché nella qualità di legale rappresentante della immobiliare Estatedue srl essendovi legalmente tenuto, non versava, entro il termine previsto per il versamento dell'acconto relativo al periodo di imposta, l'Iva per un valore di 8milioni 657mila 581 euro relativo all'anno 2011». Il fatto è stato «accertato e commesso a Roma il 27 dicembre 2012 (ultima data utile per il versamento)».

LA TRUFFA AGGRAVATA - Oltre all'accusa di omesso versamento dell'Iva, il senatore Conti è chiamato in causa, in relazione al sequestro operato oggi, per l'accusa di truffa aggravata. In particolare – hanno scritto gli inquirenti nell'atto - Conti e Angelo Arcicasa sono accusati di concorso in truffa aggravata perché in concorso fra loro e con apporti causali diversi ma convergenti verso il medesimo risultato, Arcicasa nella qualità di presidente del consiglio di amministrazione di Enpap, ente pubblico - acquirente - e Conti, nella qualità di amministratore unico/titolare della società immobiliare Estatedue srl - venditore - mediante artifici e raggiri consistiti nel concludere il contratto preliminare di compravendita dell'immobile sito in Roma via della Stampera numero 64 al prezzo di 44 milioni e 500mila euro sovrastimando l'importo di circa 18 milioni rispetto sia al valore effettivo del bene sia all'acquisto effettuato nella stessa giornata dalla società Estatedue dalla società Idea Fimit al prezzo di 26 milioni e 500mila euro».

DANNI AD ENPAP PER 18 MILIONI - In questo modo Conti e Arcicasa avrebbero - sempre secondo l'accusa indotto «in errore Enpap procurando al citato ente un danno patrimoniale rilevante di almeno 18 milioni di euro in relazione alla compravendita citata così procurando alla società Estatedue srl e quindi al Conti un pari ingiusto vantaggio patrimoniale costituito dalla maggiorazione abnorme del prezzo di vendita sia in relazione al valore dell'immobile che al prezzo dei lavori».
Ai due è contestata anche l'aggravante di aver commesso il fatto causando la parte alla parte offesa un danno patrimoniale di rilevante gravità.