19 luglio 2019
Aggiornato 21:00
Riforma legge elettorale

Il Pd lancia la proposta a Palazzo Madama: «Ripartiamo dal doppio turno»

Il presidente dei senatori Democratici Zanda: «E' questa la posizione unitaria, si deve ripartire sapendo di avere la forza e il dovere di far convergere il Parlamento sulla soluzione più utile al Paese, quella che può garantire la governabilità»

ROMA - Il presidente dei senatori del Partito democratico (Pd), Luigi Zanda, ha proposto di «ripartire dal doppio turno» per riformare la legge elettorale.
Zanda intervenendo in commissione Affari costituzionali nel corso del dibattito sulla modifica dell'attuale sistema elettorale ha sottolineato: «E' questa la posizione unitaria del Pd, espressa dall'assemblea del partito, in due assemblee dei senatori e con due identici disegni di legge presentati alla Camera e al Senato. Questo è quanto ho voluto rendere esplicito in commissione. Il Pd deve ripartire dal doppio turno, sapendo di avere la forza e il dovere di far convergere il Parlamento sulla soluzione più utile al Paese, quella che può garantire la governabilità».

3 DICEMBRE DECIDE CORTE COSTITUZIONALE - Per il presidente dei senatori del Pd il lavoro della commissione sulla riforma elettorale «deve partire da una posizione molto chiara: il Pd è per il doppio turno. Io preferirei si procedesse a un confronto sul doppio turno alla francese. In subordine, si potrebbe esaminare il doppio turno di coalizione proposto da D'Alimonte e Violante. Naturalmente è necessario che la commissione tenga presente che comunque il 3 dicembre la Corte costituzionale potrebbe decidere sull'incostituzionalità totale o parziale della legge Calderoli».

CUPERLO, BENE ZANDA SENATO ACCELERI - La presa di posizione di Zanda è piaciuta al candidato alla segreteria del Pd, Gianni Cuperlo: «Ha fatto bene il presidente del gruppo del Pd Luigi Zanda a porre la questione del doppio turno in commissione Affari costituzionali al Senato. Su questo sistema il Pd, al di là di polemiche che ho trovato sinceramente fuori luogo, è unito. E sarebbe bene che su questo ora ci fosse un confronto serio con le altre forze politiche: se si vuole garantire la governabilità del nostro Paese quello è l'unico sistema utile. La sollecitazione di Zanda riporta la discussione sul vero nodo che deve essere affrontato, quello di garantire all'Italia il bipolarismo e la governabilità. Principi che la legge attuale, il porcellum, come abbiamo visto, non garantisce. Per questo continuo a pensare che sia decisivo accelerare i tempi della discussione in Senato».

NOSTRO DOVERE CANCELLARE PORCELLUM - Cuperlo ha concluso: «Se non abbiamo cambiato idea, il nostro dovere continua ad essere quello della cancellazione del porcellum e l'individuazione di un sistema che sia utile all'Italia e che non la riconsegni alla necessità di larghe intese, prima che sia la Consulta ad esprimersi. Il 3 dicembre è vicino e dobbiamo evitare che la politica perda una altra occasione di assumersi le proprie responsabilità».