29 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Ultimo tentativo la riunione dei gruppi Parlamentari

Dopo le dimissioni di Monti Scelta Civica verso l'implosione

Olivero: «Nelle parole dell'ex premier c'è una dismisura che nasce dal risentimento», Dellai: «Dal professore un'accelerazione del tutto priva di fondamento». Della Vedova: «A mio avviso prevarrà una linea montiana e si ristabilirà che Sc sostiene il governo fino alla fine», Susta: «Nessun accordo con il Pdl ancora troppo condizionato da Berlusconi»

ROMA - In Scelta civica (Sc) è il caos dopo le dimissioni «irrevocabili» presentate dal presidente Mario Monti. Se dopo lo strappo dell'ex premier molti lo hanno difeso, altri lo hanno attaccato.

OLIVERO, MONTI PARLA PER RISENTIMENTO - «Nelle parole di Monti c'è una dismisura che nasce dal risentimento. Ma tra di noi ci sono contrasti, non risentimenti. Dissensi certo, non tradimenti. Per lui Letta è succube di Brunetta, per noi no». Andrea Olivero, uno dei 5 fondatori di Scelta Civica, ha commentato così l'intervista di Mario Monti alla trasmissione di Lucia Annunziata, In Mezz'ora. Secondo Olivero, uno dei dodici firmatari del documento di Sc che ha scatenato le ire del professore, Monti «è un grande uomo di Stato e con lui siamo tutti in debito, ma un conflitto di idee non è lesa maestà».
Monti dall'Annunziata aveva attaccato il governo Letta che, «si è inginocchiato al Popolo della libertà (Pdl), con la conseguenza di una manovra non adeguata sul cuneo fiscale e facendo aumentare l'Iva». L'ex premier aveva aggiunto: «Questa formula e questo presidente del consiglio sono la miglior cosa che questo Paese possa avere. Ma vorrei che fosse veramente il governo del fare, ma per l'atteggiamento di Partito democratico (Pd) e Pdl sta diventando il governo del disfare».

DELLAI, FALSO CHE SI CERCHI ACCORDO CON PDL - Contrario alla scelta dell'ex premier anche il presidente dei deputati di Sc Lorenzo Dellai, che intervistato sul Mattino ha commentato le dimissioni come: «un'accelerazione del tutto priva di fondamento, non è affatto vero che il ministro Mauro abbiano cercato o congetturato accordi oppure alleanze con Berlusconi». Dellai non ha smentito che al centro «è in atto una riflessione», ma «qui nessuno pensa ad un centrodestra allargato».

IN SC CLIMA DA REGIME TOTALITARIO - Il presidente dei deputati di Sc ha continuato: «Ho assistito senza particolari esternazioni - ha affermato in una dichiarazione - alle follie che hanno connotato Sc in questi ultimi giorni, nella speranza che prima o poi si potesse svolgere un dibattito serio e approfondito negli organi pur provvisori del movimento. Rimango dunque doppiamente allibito nell'apprendere dal portavoce Della Vedova che la riunione del direttivo si risolverà nell'approvazione (prevede lui a maggioranza ) di un documento 'montiano' e che chi non lo condivide sarà pregato di lasciare il partito. Si tratta di una curiosa dimostrazione di democrazia interna ad un movimento politico, che ben si attaglia peraltro alla logica di 'cupio dissolvi' prevalente nelle ultime fasi. Quanto al merito, mi pare del tutto inaccettabile attribuire a chi la pensa diversamente l'accusa di 'intelligenza con il nemico', tipica dei regimi totalitari, senza minimamente tenere conto dei chiarimenti degli interessati e senza aprire invece un dibattito politico aperto e democratico sul futuro di Sc».

DELLA VEDOVA, LINEA MONTI PREVARRÀ - Come spiegato da Dellai, Benedetto Della Vedova durante la trasmissione Omnibus su La 7 ha detto: «Per Sc sarà salutare il chiarimento di queste ore: avremo la riunione del direttivo, prenderemo una decisione e voteremo un documento, penso a maggioranza, da cui a mio avviso prevarrà una linea montiana e si ristabilirà che Sc sostiene il governo fino alla fine, anche se continuerà a chiedere a Letta un calendario per fare di più. Chi invece pensa che sul governo non bisogna aprire bocca e dire solo 'va bene, va bene' e chi pensa che bisogna superare Sc per fare una cosa con il Pdl mi auguro che non faccia lo squatter, ma prenda le decisioni conseguenti».
Alla domanda se il ministro Mauro debba dimettersi, Della Vedova ha risposto: «Parlo di squatter rispetto ai gruppi parlamentari, l'incarico di ministro di Mauro non dipende dai partiti e non è il principale dei problemi. Chi parla a nome di Sc deve condividerne la linea: questo è quello che mi interessa».

CON MONTI AL 100% - Quante alle dichiarazioni di Monti, Della Vedova ha commentato: «Ho condiviso tutto ciò che ha detto, anche perché non è stato un fulmine a ciel sereno: c'era una situazione di logoramento a cui lui ha detto no. Ora mi interessa che Monti continui a fare Monti e a essere un punto di riferimento per Sc, anche se non credo che tornerà a farne il presidente».

SUSTA, MAURO PENSI A DIMISSIONI - Il presidente dei sentori di Sc, Gianluca Susta invece ha chiesto velatamente che il ministro della Difesa faccia un passo indietro: «Ho ricevuto la richiesta di verifica politica dai dodici senatori tra i quali Mauro. Io aprirò la riunione del gruppo da dimissionario perché di fronte a due linee diverse è difficile sostenerle in aula a nome di tutti. Si ponga lo stesso problema anche il ministro Mauro e si domandi se rappresenta ancora la linea del partito nel governo».

NESSUN ACCORDO CON PDL - Susta ha sottolineato che dalla riunione dell'assemblea dei parlamentari di Scelta Civica uscirà una definita linea politica che «dovrà essere chiara e definitiva» e «chi non la rispetta si mette fuori dal partito e dal gruppo. In Sc - ha detto Susta a Intelligo news- ci sono visioni differenti sui valori fondanti. C'è bisogno di un'offerta politica che superi il berlusconismo. Nessun accordo con il Pdl ancora troppo condizionato da Berlusconi e dal berlusconismo. In questo quadro, non c'è alcuna possibilità di dialogo».