17 febbraio 2020
Aggiornato 16:30
Frattura nel Popolo della Libertà

Nasce il gruppo Popolari di Formigoni

L'ex presidente della Lombardia ha riunito intorno a se 25 ex senatori del Pdl e 10 del Gal, annunciando: «Voto sì alla fiducia perché in un momento di grave crisi come questo è necessario sostenere questo governo. Una crisi ed elezioni anticipate sarebbero gravissime»

ROMA - Mentre i senatori del Popolo della libertà (Pdl) annunciavano di voler sfiduciare il governo Letta come deciso con Silvio Berlusconi che poi ha ribaltato la posizione in Aula, un nutrito gruppo di eletti nel Pdl, ha preso le distanze dalle dei falchi. A sorpresa il senatore del Pdl, Roberto Formigoni, ha annunciato: «Abbiamo già raccolto 25 firme di ex Pdl sotto la risoluzione che conferma la fiducia al governo. Voto sì alla fiducia perché in un momento di grave crisi come questo è necessario sostenere questo governo. Una crisi ed elezioni anticipate sarebbero gravissime».

FORMIGONI, NOSTRO GRUPPO 25 EX PDL + 10 GAL - L'ex presidente di Regione Lombardia ha piegato: «Noi non siamo centro, ma centrodestra e formeremo (poi ha precisato ci prepariamo a formare, ndr) il gruppo autonomo dei 'Popolari' con 25 ex Pdl e 10 senatori di Gal che garantiranno un governo largo almeno fino al 2015». Con preveggenza ha poi aggiunto: «Colpi di scena sono sempre possibili», ma anche se Silvio Berlusconi dovesse votare la fiducia «noi faremmo comunque i gruppi autonomi, per una questione di chiarezza». Formigoni ha aggiunto che un ripensamento di Berlusconi «sarebbe comunque tardivo».

ERAVAMO 26, POI SCILIPOTI... - Per il senatore solo «nel periodo ipotetico dell'irrealtà» non verrà istituito un gruppo autonomo. Quanto alla sua composizione ha raccontato l'ex governatore della Lombardia: «Eravamo in 26 fino a poco fa, perché Domenico Scilipoti pare si sia sfilato», del resto, nella lista che Formigoni ha mostrato ai cronisti il nome di Scilipoti è l'unico scritto a penna: «E con inchiostro simpatico...», ha ironizzato Formigoni.

LUPI, NON ESISTE GRUPPO AUTONOMO - Il ministro dimissionario delle Infrastrutture Maurizio Lupi, ha bacchettato Formigoni: «Da due giorni stiamo cercando di lavorare non per dividere ma per l'unità. Cerchiamo di convincere il Pdl a votare la fiducia. Non esistono gruppi autonomi. C'è un consistente numero di senatori - ha detto Lupi - che chiede si possa andare avanti continuando a sostenere le battaglie sulle giustizia e sugli altri temi».

QUAGLIARIELLO, PER LA FIDUCIA E' TUTTO A POSTO - Il titolare per le Riforme istituzionali, Gaetano Quagliariello anche lui dimissionario ha contestato le cifre di Formigoni: «Mi pare siano un po' meno, 23 o 24» i senatori che hanno firmato la risoluzione che conferma la fiducia al premier Enrico Letta. Comunque ha aggiunto con un sorriso a chi gli chiedeva se ci fossero i numeri per la fiducia: «E' tutto a posto».

GIOVANARDI, MI AUGURO IN SCATTO RENI BERLUSCONI - Carlo Giovanardi (Pdl) ai microfoni di Agorà, su Rai Tre, ha confermato che la sua proposta di votare la fiducia al governo è stata ben accolta: «La notte porta consiglio, qualche volta porta coniglio. Secondo me i senatori Pdl che voteranno la fiducia a Letta saranno più che sufficienti. Nessuno può saperlo ora, si vedrà alla fine della conta. Difendo Berlusconi a spada tratta dalla mascalzonata della decadenza, - ha precisato Giovanardi - ma la scelta della sfiducia al governo è un grave errore da parte sua. Penso che Berlusconi, che è persona saggia e intelligente, questa mattina dopo l'intervento di Letta possa avere uno scatto di reni anteponendo gli interessi del Paese alla giusta difesa della sua persona dalla mascalzonata che gli vogliono fare».

CICCHITTO, FAR CADERE GOVERNO AUTOGOL - «Voteremo la fiducia ritenendo che sia un grave errore far cadere questo governo. Siamo sorpresi della scelta di Berlusconi al quale confermo l'impegno nostro nella difficile battaglia contro l'uso politico della giustizia che lo ha colpito. Ma fare cadere questo governo è un autogol». A dirlo è Fabrizio Cicchitto su Canale 5.
«E' meglio il governo Letta-Alfano - si è chiesto ancora Cicchitto - o un esecutivo x-y che farebbe la legge elettorale senza l'apporto del Pdl?». E sul numero dei «traditori» Cicchitto ha azzardato una stima: «Verosimilmente saremo tra i 20 e i 30 ma vedremo lo sapremo tra qualche ora».

SACCONI SPERO BERLUSCONI CI SEGUA - Il presidente Pdl della commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi, dopo aver aderito al nuovo gruppo parlamentare pro Letta a palazzo Madama ha spiegato a Tg La7: «Ancora continuo a sperare che ci possa essere una ricomposizione su una linea di favore nei confronti della continuità dell'azione di governo. Mi è sembrato che Berlusconi lo desiderasse e quindi continuo a sperarlo».