27 ottobre 2020
Aggiornato 22:00
Governo Letta

La CEI al Governo: «Ogni atto irresponsabile passerà al giudizio della storia»

Il cardinale Bagnasco: «L'ora esige una sempre più intensa e stabile concentrazione di energie, di collaborazioni, di sforzi congiunti senza distrazioni. Grande impegno viene profuso dai responsabili della cosa pubblica, ma i proclamati segnali di ripresa non sembrano dare, finora, frutti concreti dell'occupazione che è il primo, urgentissimo obiettivo»

ROMA - La Conferenza episcopale italiana (Cei) ha ammonito il governo: «L'ora esige una sempre più intensa e stabile concentrazione di energie, di collaborazioni, di sforzi congiunti senza distrazioni, notte e giorno. Ogni atto irresponsabile passerà al giudizio della storia». Queste le prime parole del cardinale Angelo Bagnasco all'apertura del consiglio permanente della Cei (23-25 settembre, ndr).

OCCUPAZIONE URGENTISSIMA - Bagnasco ha sottolineato che nella situazione attuale di crisi «grande impegno viene profuso dai responsabili della cosa pubblica, ma i proclamati segnali di ripresa non sembrano dare, finora, frutti concreti dell'occupazione che è il primo, urgentissimo obiettivo».
L'arcivescovo di Genova ha proseguito, spiegando: «Non possiamo non dare voce alla gente: come pastori viviamo con loro e per loro nel nome di Gesù. Raccogliamo riconoscenti la loro fiducia, condividiamo le loro speranze e le ansie, specialmente in tempi che continuano a essere duri e non se ne vede ancora la fine. Non ci si può illudere che tutto sia nuovamente a portata di mano come prima. Serve una concentrazione che porti risultati sensibili per chi vive l'ansia del lavoro. Insieme si può! E si deve!».

SENZA LAVORO MANCA DIGNITÀ - Quindi Bagnasco detto che bisogna agire sul lavoro per ridare dignità, sopratutto ai giovani: «Gli osservatori dicono che l'attuale indice di disoccupazione giovanile raggiunge il 37,3 per cento, e tutti sappiamo che, senza opportunità, i giovani sono costretti a farsi emigranti, impoverendo giocoforza il Paese di giovinezza e di competenze. Per non dire di quanti vivono nella paura di perdere il posto di lavoro a breve. Come proprio ieri ha Cagliari ha detto il Santo Padre, la mancanza di lavoro è 'una sofferenza' che ti porta - scusatemi se sono un po' forte, ma dico la verità - a sentirti senza dignità! Dove non c'è lavoro, manca la dignità».

NON SI DISCRIMINI NESSUNO, NEMMENO FAMIGLIA NATURALE - Poi l'alto prelato ha commentato la discussione in Parlamento della legge sull'omofobia: «Nessuno discute il crimine e l'odiosità della violenza contro la persona, qualunque ne sia il motivo: tale decisa e codificata condanna, coniugata con una costante azione educativa, dovrebbe essere sufficiente in una società civile. In ogni caso, per lo stesso senso di civiltà, nessuno dovrebbe discriminare, né tanto meno incriminare in alcun modo, chi sostenga ad esempio che la famiglia è solo quella tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, o che la dimensione sessuata è un fatto di natura e non di cultura».