12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Prove di dialogo fra Sel ed esecutivo

Vendola a Letta: «Sarò sempre leale nei confronti del tuo Governo»

Il presidente della Puglia: «Sono all'opposizione ma sono un difensore accanito degli intessi della Puglia e del Sud e per loro sono disponibile a fare un tratto di strada anche a chi è avverso politicamente»

BARI - Prove di dialogo fra il presidente di Sinistra ecologia e libertà (Sel), Nichi Vendola e il premier, Enrico Letta, giunto nella Regione guidata da Vendola per l'inaugurazione della 77esima edizione della fiera del levante di Bari.

VENDOLA, SEMPRE LEALE A LETTA - Il governatore della Puglia ha accolto il primo ministro così: «Sarò sempre leale nei confronti del tuo governo. Sia pure da oppositore del tuo governo, io apprezzo sinceramente il tuo sforzo di investire su quel capitale di fiducia che occorre preservare e consolidare per dare una prospettiva all'Italia».

PER SUD POSSO CAMMINARE ASSIEME AD AVVERSARI - A chi gli ha domandato se sarebbe pronto a sostenere un Letta bis, il presidente di Sel ha risposto: «Come si vede non ho alcun pregiudizio personale nei confronti di Enrico Letta che conosco da molti decenni. Io sono un oppositore del governo Letta ma sono un difensore accanito degli intessi della Puglia e del Sud e sul piano degli interessi del Sud sono disponibile a fare un tratto di strada anche a chi è avverso politicamente».

POVERTA' MINACCIA PER SOCIETA' E DEMOCRAZIA - Vendola ha proseguito, incentrando il suo discorso sui temi economici: «La crisi non è alle nostre spalle, il non lavoro è il piano inclinato su cui scivolano le competenze, il futuro. Fateci correre, liberateci dal cappio del patto di stabilità». Quello che interessa a Sel, ha continuato il presidente della Puglia: «E' discutere di scuola, di mercato del lavoro, di Mezzogiorno d'Italia, di come si esce dalla maledizione delle politiche di austerità e di come si comprende che il primo ingrediente per uscire dalla crisi è lottare contro la povertà perché la povertà è la più grande minaccia al presente e al futuro dell'Italia. E non è solo una minaccia sociale, non è solo l'incandescenza e la rabbia della povera gente, è una minaccia alla democrazia», ha concluso Vendola. Quindi il leader di Sel ha voluto ricordare la morte della psichiatra Paola Labriola, uccisa da un paziente a Bari qualche giorno fa: «Precarietà e povertà, mischiati come acqua e farina, minano la coesione sociale, aiutano la contrapposizione tra ultimi e penultimi portando allo sfogo della follia individuale».

COMMISSARIARE ILVA - Poi il presidente della Puglia ha fatto un appello per l'Ilva di Taranto: «Basta ricatti occupazionali. Chiedo al tuo esecutivo di intraprendere un'azione decisa sull'Ilva: sì al suo commissariamento. Il ciclope della siderurgia non ha guardato al rispetto dell'ambiente, della salute, della bellezza. L'Ilva è il crocevia in cui precipita la storia italiana fatta di omertà. La diossina non è un destino ma una scelta: la scelta di subordinare la ricchezza della vita alla ricchezza e basta», ha tuonato Vendola.

LETTA, PAESE HA BISOGNO DI CAMBIAMENTO - Poi è stato il turno del premier Letta, che ha esordito chiarendo di non aver accettato l'incarico «nella logica della manutenzione ordinaria. Il Paese ha bisogno di cambiamento».
Comunque, ha aggiunto il primo ministro «nessuno ha la bacchetta magica» ma le soluzioni, per l'Italia e per il Sud, «si possono trovare. Sarà centrale la riduzione delle tasse sul lavoro. L'Italia è in bilico, per farcela il successo deve partire dal Sud. L'Italia si salva se il Sud diventa europeo e vincente. Tutte le eccellenze che ci sono in Italia hanno bisogno di una guida, di un navigatore. Accettiamo con umiltà che il navigatore siano i giovani del Sud perché loro sanno come guidare a ricostruire».

COSTRUIAMO PROGETTO COMUNE - Governare è difficile, ha aggiunto Letta, «lavorare e tirare su la famiglia è difficile. Lo diventa meno se c'è un progetto comune. In questa logica ho accettato l'incarico di premier e con questa logica sono sicuro che ce la faremo».
Poi il premier ha risposto a Vendola in merito a patto di stabilità e Ilva. «La legge di stabilità la scriviamo noi e non la scrive Bruxelles perché siamo usciti dalla procedura di infrazione. E poi avremo margini di flessibilità grazie alla trattativa sul cofinanziamento». In merito all'Ilva, Letta ha ricordato «Abbiamo una riunione sull'Ilva. La prima responsabilità che dobbiamo portare avanti è quella legata alla vita dei lavatori».