20 settembre 2019
Aggiornato 11:30

Letta: «Mio compito è unire Pd e fargli vincere le elezioni»

Il premier: «Chi pensa di dividerci tra un pisano e un fiorentino sbaglia. Si faccia il congresso, sia un bel congresso, ma alla fine siamo tutti democratici». Cuperlo a Renzi: «Se pensa di mandare in soffitta la sinistra qualora dovesse vincere il congresso, faccia bene i suoi conti, perché il Pd senza sinistra semplicemente non c`è»

GENOVA - In vista del congresso del Partito democratico (Pd) in molti hanno invitato all'unità interna, in primis il premier Enrico Letta.

Letta, alla festa del Partito democratico (Pd) di Genova, ha avvertito: «Chi pensa di dividere e di spaccare il Pd tra un pisano e un fiorentino (il sindaco di Firenze, ndr), secondo me sbaglia perché io ho intenzione di svolgere il mio compito con l'obiettivo fondamentale di fare il Pd più unito e più in grado di vincere le prossime elezioni senza bisogno di nuove larghe intese».

CONGRESSO PER UNITA' PD - Per mantenere unito il partito, ha ribadito Letta: «Voglio dare un messaggio chiaro: si faccia il congresso, sia un bel congresso, ma alla fine siamo tutti democratici, tutti uniti per un Pd forte nel quale le provenienze sono un tema che non interessa più. Il nostro partito ha davanti un grandissimo futuro, deve essere l'architrave del sistema politico, e dobbiamo essere uniti nelle cose da fare».

BASTA A SEGRETARI CON PEDIGREE - Per il premier il segretario Pd lo dovrebbe fare chi «convince i militanti e gli elettori del Pd, non ottenerlo sulla base di un pedigree». Il premier ha detto che l'epoca degli 'ex Ds' ed 'ex-Margherita' è finito: «Se c'è una cosa che da vice segretario del Pd io ho vissuto nella sua evoluzione, è stata che quando ho iniziato e facevo gli incontri, all'inizio mi si presentava sempre il segretario locale dicendomi 'io vengo dalla Margherita', 'io vengo dai Ds'. Quando ho finito la mia esperienza credo che la cosa più bella e sfido chiunque a dire che non è così, è che quando ci parliamo, ci presentiamo o prendiamo una posizione, nessuno può oggi dire ragionevolmente 'quello era della Margherita, quello era dei Ds'. Oggi siamo democratici, e l'idea che facciamo un congresso dicendo 'quello fa il segretario perché viene da quella parte'... ».

Il tema 'primarie' è affrontato anche dal presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando: «Mi pare che in questo momento il Pd abbia in campo due personalità significative (Letta e Renzi, ndr) che non dobbiamo giocare l'una contro l'altra ma dobbiamo invece utilizzare al meglio per il futuro del Pd ma soprattutto per il futuro del Paese».

SPERANZA, RENZI E' RISORSA - Simile la posizione di Roberto Speranza, capogruppo Pd alla Camera, che intervistato da Repubblica ha detto: «Matteo Renzi è una risorsa per il nostro partito, un valore aggiunto. Naturalmente, ci sarà un dibattito congressuale, le primarie, e si faranno le scelte». Secondo Speranza, nel Pd «abbiamo bisogno di una profonda, vera ricostruzione. Serve un Pd forte, radicato, in sintonia piena con il Paese. Un partito al servizio dell'Italia. Non nascondiamoci: è un compito faticoso, duro, che impone un impegno pieno. Ecco, io penso che questo, e solo questo, deve avere in testa chi si candida alla guida del partito», ha aggiunto.

Per Speranza però segreteria del Pd e premiership vanno distinte, mentre Renzi vorrebbe che coincidessero: «Bersani, che pure avrebbe potuto non farlo ha messo in campo le primarie aperte proprio per la scelta della premiership. E'un punto di non ritorno. Perché in un momento in cui l'anti-politica avanza e i partiti sono in grande affanno, le grandi scelte vanno fatte dal basso, coinvolgendo i cittadini. Solo così può prendere corpo quella ricostruzione di cui parlavo, un Pd al servizio dei cittadini e del paese. Quindi, da questo punto di vista è inimmaginabile tornare indietro».

Il deputato ha proseguito: «Il Pd ha già un presidente del Consiglio, nel quale crede fortemente e che sostiene con la massima convinzione. Impegnati a difenderlo dalle quotidiane minacce del Pdl di scattare la spina. Perciò, attenzione a non fornire alibi ai nemici del governo. Se Berlusconi vuol buttarlo giù, potrebbe giocare su presunte divisioni e debolezze attorno al premier».

FIORONI, FRA RENZI E LETTA SCELGO LETTA - L'argomento premiership è stato ripreso dall'ex ministro nell'Istruzione Giuseppe Fioroni (Pd). Ad Agorà estate di Rai3, Fioroni ha detto che tra Matteo Renzi e Enrico Letta, «se oggi dovessi scegliere per la premiership, io sceglierei Letta». Il deputato ha proseguito: «Credo che Renzi sia una persona di merito, non ho dubbi. Io non condivido l'idea che il mondo dei moderati, in questo Paese possa essere solo Berlusconi. E che se Berlusconi esce dalla vita politica, i moderati non esistono più. Questo può essere un nostro sogno ma in natura i vuoti vengono riempiti e questa è la sfida che ha il Pdl».

CUPERLO, PD SENZA SINISTRA NON C'E' - Gianni Cuperlo, deputato del Pd e candidato alla segreteria del partito, ha risposto in una intervista a La Stampa a Matteo Renzi, che aveva detto che se vincesse le primarie del Pd «rottamerebbe le correnti».

«Attenzione con questa voglia di azzerare il pluralismo, perché potrebbe celare un principio di assolutismo, un cedimento a un modello plebiscitario che mina le radici profonde del nostro essere». Cupierlo ha lanciato un altro avvertimento: «Se pensa di mandare in soffitta la sinistra qualora dovesse vincere il congresso, faccia bene i suoi conti, perché il Pd senza sinistra semplicemente non c'è».

SERENI, SEGRETARIO NON E' PREMIER - Marina Sereni, vicepresidente democratica della Camera e vice presidente dell'Assemblea del Pd, ha diffuso una nota di apprezzamento verso la candidatura del sindaco di Firenze: «La disponibilità di Matteo Renzi a guidare il Pd, se questa, come ha detto lui stesso, sarà la volontà degli elettori, aggiunge chiarezza a un percorso congressuale che sarà ufficialmente aperto con l'Assemblea nazionale del 20 e 21 settembre. Renzi è indubbiamente una grande risorsa per il Partito democratico. Ci serve un congresso vero, aperto, al quale tutti possano partecipare per confrontarsi sui problemi del Paese e sulle nostre idee per superarli. Il Pd si conferma l'unico partito davvero capace di discutere e mettersi in discussione, senza padroni. Un partito che ha messo al primo posto l'Italia e che con Enrico Letta, sta guidando un governo complicato, che ha fatto e sta facendo cose positive per il Paese».

Sereni ha poi aggiunto che «percorso, calendario e regole del congresso saranno definite tra qualche giorno e così eleggeremo un segretario pronto a guidare il partito nei mesi che verranno e a portarlo alle prossime scadenze elettorali che possiamo e dobbiamo vincere. Non è ora il momento di indicare o di discutere di candidati premier perché un premier c'è, perché quando sarà il momento faremo le primarie per sceglierlo, e perché soltanto una politica folle e miope potrebbe mettere ora in discussione questo esecutivo».