6 dicembre 2019
Aggiornato 21:30
E' emergenza

Naufragio Concordia, blitz di Legambiente. Gabrielli: «A settembre inizia rimozione»

Il Capo della Protezione Civile: «Se le cose andranno come speriamo, a settembre inizierà la rotazione» della Costa Concordia per la successiva rimozione, «perchè poi ci saranno complicazioni sull'aspetto meteo-marino. Questo è il nostro obiettivo»

ROMA - «Se le cose andranno come speriamo, a settembre inizierà la rotazione» della Costa Concordia per la successiva rimozione, «perchè poi ci saranno complicazioni sull'aspetto meteo-marino. Questo è il nostro obiettivo. Una finestra temporale tra il 10 e il 20 possiamo prevederla, ma l'esperienza ci ha insegnato che sul tema delle date dobbiamo avere un atteggiamento cauto». Lo ha detto il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, oggi in visita all'Isola del Giglio, ai microfoni di SkyTg24.

STIAMO LAVORANDO MOLTISSIMO - «Sono passati 581 giorni in un contesto nel quale - ha ricordato il prefetto - il privato e il pubblico hanno sempre lavorato e continueremo a lavorare fino a che, come tutti noi speriamo, questa nave lasci nel modo migliore queste coste».
Se l'emergenza fosse stata gestita interamente dal pubblico, ha continuato Gabrielli, «saremmo a carissimo amico: forse troppo spesso ci si dimentica che nel nostro Paese le recenti normative sulla Protezione civile hanno messo una serie di ostacoli e filtri, che possono anche essere legittimi e corretti, ma che certamente non consentono un'azione immediata. Ad esempio avremmo dovuto avere prima i soldi in cassa per fare le gare, gare che sarebbero state poi sicuramente al vaglio di qualche tribunale amministrativo. Invece il fatto che tutta la vicenda sia stata gestita con le procedure private ne ha accelerato a dismisura gli esiti. Il pubblico però non è stato spettatore passivo di decisioni prese da altri: noi abbiamo posto limiti e condizioni, come che la nave fosse trasferita per intero e non sezionata, o il riferimento alle priorità dell'aspetto ambientale e delle condizioni socio-economiche dell'isola e il privato ci ha sempre assecondato e risposto positivamente».
«Stiamo lavorando moltissimo» per non lasciare nessun danno sull'Isola «e questa è una cosa che darà il segno dell'eccezionalità del nostro lavoro», ha concluso.

LEGAMBIENTE: E' EMERGENZA - «581 Giorni: la Concordia è ancora qui». Uno striscione di oltre 12 metri srotolato sulla Goletta Verde dai volontari di Legambiente a pochi metri dalla nave della Costa Concordia, «per ricordare che dopo 581 giorni, 13.944 ore, il relitto della nave è ancora bloccato nelle acque dell'Isola del Giglio», dove si è svolto stamattina il blitz di Legambiente per denunciare «i ritardi, le incertezze e i continui slittamenti legati alla rimozione della Costa Concordia, un romanzo noir dalle tinte fosche e senza ancora un finale scritto».
«Dopo 581 giorni - ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente - come in un gioco dell'oca si ritorna sempre al punto di partenza. Siamo seriamente preoccupati: la nave potrebbe rimanere per sempre al Giglio visto che nessuno chiarisce e garantisce se e quando la nave verrà rimossa. Giù la maschera siamo davanti a una vera e propria emergenza nazionale che sembra ignorata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che in questi 581 giorni si è evidenziato per la sua latitanza e mutismo. Cosa si aspetta per capire che più passa il tempo, più slittano i tempi dei lavori di messa in galleggiamento e rimozione della Concordia più aumenta a dismisura il rischio di pericolosi sversamenti in mare dell'enorme quantità di sostanze tossiche presenti nella città galleggiante, senza pensare al rischio di fratturazione e cedimento del relitto nel caso della rimozione della nave».
«Inoltre ci chiediamo da tempo - ha proseguito Cogliati Dezza - se per la rimozione della Costa Concordia dall'Isola del Giglio esiste un piano B in caso di insuccesso di un'operazione che si sta dimostrando molto più complicata di quanto si prevedesse.
Ribadiamo che Piombino resta il miglior porto di destinazione per lo smantellamento del relitto ma visto che sono trascorsi 16 mesi chiediamo che vengano chiariti tempi, modi e progetti per portare e smantellare il relitto della Costa Concordia nel porto toscano e per avviare quella filiera della demolizione delle navi sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale che l'Unione Europea ci chiede di realizzare entro il 2015. Anche le parole sono stanche: sulla Costa Concordia è in gioco la credibilità del nostro paese. Gli abitanti e tutti coloro che amano l'Isola del Giglio aspettano atti concreti per evitare che questa tragedia possa trasformarsi anche in un disastro ambientale ed economico»
, ha concluso il presidente nazionale di Legambiente.