1 ottobre 2022
Aggiornato 11:00
Giornata mondiale dell'ambiente

Papa Francesco: Non «custodiamo» la creazione

Così il Papa, che ha dedicato la catechesi dell'udienza generale al tema dell'ambiente, sottolineando che oggi si celebra la giornata mondiale dell'ambiente promossa dalle Nazioni Unite, «che lancia un forte richiamo alla necessità di eliminare gli sprechi e la distruzione di alimenti»

CITTÀ DEL VATICANO - «Siamo spesso guidati dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare» e non «custodiamo» la creazione, «non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura». Così il Papa, che ha dedicato la catechesi dell'udienza generale al tema dell'ambiente, sottolineando che oggi si celebra la giornata mondiale dell'ambiente promossa dalle Nazioni Unite, «che lancia un forte richiamo alla necessità di eliminare gli sprechi e la distruzione di alimenti».

VIVIAMO IN MODO ORIZZONTALE - «Quando parliamo di ambiente, del creato - ha detto Francesco - il mio pensiero va alle prime pagine della Bibbia, al Libro della Genesi, dove si afferma che Dio pose l'uomo e la donna sulla terra perché la coltivassero e la custodissero. E mi sorgono le domande: Che cosa vuol dire coltivare e custodire la terra? Noi stiamo veramente coltivando e custodendo il creato? Oppure lo stiamo sfruttando e trascurando? Il verbo 'coltivare' mi richiama alla mente la cura che l'agricoltore ha per la sua terra perché dia frutto ed esso sia condiviso: quanta attenzione, passione e dedizione! Coltivare e custodire il creato è un'indicazione di Dio data non solo all'inizio della storia, ma a ciascuno di noi; è parte del suo progetto; vuol dire far crescere il mondo con responsabilità, trasformarlo perché sia un giardino, un luogo abitabile per tutti. E Benedetto XVI ha ricordato più volte che questo compito affidatoci da Dio Creatore richiede di cogliere il ritmo e la logica della creazione. Noi invece siamo spesso guidati dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare; non la 'custodiamo', non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura. Stiamo perdendo l'atteggiamento dello stupore, della contemplazione, dell'ascolto della creazione; e così non riusciamo più a leggervi quello che Benedetto XVI chiama 'il ritmo della storia di amore di Dio con l'uomo'. Perché avviene questo? Perché pensiamo e viviamo in modo orizzontale, ci siamo allontanati da Dio, non leggiamo i suoi segni».