20 settembre 2019
Aggiornato 20:30
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Solidarietà Boldrini al Ministro Kyenge: «Insulti razzisti indegni»

La Presidente della Camera: «In rete reati, da politici volgarità gravi. Legge ius soli si fa»

ROMA - «E' indegna di un Paese civile la serie di insulti che - soprattutto da alcuni siti in rete, ma non solo - si sta rovesciando sulla neoministra Cécile Kyenge. Come molti e molte, nel vederla giurare al Quirinale ho avvertito anche io che l'Italia stava facendo un passo avanti importante non solo per i 'nuovi italiani', ma per tutti noi, perché capiamo finalmente quanto ricco, contemporaneo e antico al tempo stesso, sia l'incontro tra le culture. Questo percorso può non piacere a tutti. Però non è in alcun modo tollerabile la volgarità razzista mirata contro una persona per il colore della pelle». La Presidente della Camera Laura Boldrini ha voluto pubblicamente esprimere «solidarietà» alla neo ministro Kyenge.

L'ODIO RAZZIALE E' UN REATO - «La libertà di espressione - ha censurato gravemente Boldrini commentando attacchi e ironie sulla prima 'ministra' di colore nella storia d'Italia - non c'entra: in alcuni siti si pratica un sistematico incitamento all'odio razziale, che resta un reato anche se espresso via web. E molto gravi sono anche le parole usate da qualche esponente politico, che vanno ben oltre il legittimo dissenso sulle iniziative che Cécile Kyenge intende promuovere. Ritengo inaccettabile che queste bassezze possano, anche grazie alla compiacenza di una parte dell'informazione, entrare nel circuito della discussione politica senza suscitare l'esecrazione che meritano. Ci tengo peraltro a ricordare che la riforma della legge sulla cittadinanza è cara non solo alla neoministra. Con molti di noi, da tempo e in prima fila, la sollecita il Presidente della Repubblica Napolitano. Buon lavoro, Cécile.»