5 giugno 2020
Aggiornato 09:30
L'Italia vista dall'estero

Clown? L'Economist pubblica le critiche dei lettori italiani

Nel mirino la definizione affibbiata a Grillo e al Cavaliere. «Il vostro commento di copertina sul risultato delle elezioni italiane - scrive ad esempio Marino Lizza da Roma - tradisce una visione elitataria e semplicistica della democrazia e dell'Italia»

ROMA - L'Economist, che la scorsa settimana aveva dedicato la sua storia di copertina all'esito delle elezioni italiane definendo 'clown' Beppe Grillo e Silvio Berlusconi, dedica ampio spazio, nella rubrica delle lettere del numero appena uscito in edicola, ai lettori italiani che criticano l'autorevole settimanale britannico per tale scelta.

«Il vostro commento di copertina sul risultato delle elezioni italiane - scrive ad esempio Marino Lizza da Roma - tradisce una visione elitataria e semplicistica della democrazia e dell'Italia. Io sono un sostenitore della coalizione di centrosinistra, anche se questa non è riuscita a comunicare una strada convincente per uscire da questa crisi economica. Ma la democrazia - prosegue il lettore - è basata sul consenso, ed è stato un errore ritrarre come 'clown' i due leader politici che hanno riscosso il maggior sostegno. Silvio Berlusconi e Beppe Grillo - sottolinea - potranno anche essere figure clownesche, ma non più di quelle dei leader Ue che convocano spesso inutili vertici a Bruxelles per cercare di affrontare la crisi dell'euro».

Diverse sfumature verbali giungono invece da Oristano in Sardegna: «il vostro ritratto di Grillo come commediante - scrive Ky Sisco - sta diventando noioso. E' un leader politico. E se doveste insistere semplificando le realizzazioni delle persone vi chiederei di riferirvi a Pierluigi Bersani come un maestro e a Silvio Berlusconi come a un proprietario di supermarket. Ora che abbiamo chiari i titoli, spero che Grillo possa tornare a tagliare le tasse e la spesa pubblica e a eliminare il titolo empio di politico di professione».

Ancora diversa la critica di Mario Alemi da Novara che, dopo aver descritto la genesi del movimento 5 stelle sottolinea come quest'ultimo sia «un segnale che in Italia qualcosa stia finalmente cambiando». L'idealismo di Grillo - sottolinea «rappresenta la nuova generazione italiana, che sente che i vecchi leader politici, i comunisti e i burocrati hanno fatto più male che bene. Grillo ha offerto l'equivalente politico di Facebook a una coorte politica emergente e più giovane. L'Italia - è la conclusione - sta attraversando un salutare conflitto generazionale».

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