14 ottobre 2019
Aggiornato 13:00

Epifani: «Evitare la sindrome da sconfitta»

Lo ha detto Guglielmo Epifani intervenendo alla Direzione nazionale del PD: «La proposta di Bersani è l'unica possibile ma non perchè poi verrà un secondo tempo, ma per gestire da oggi il secondo tempo»

ROMA - «La proposta di Bersani è l'unica possibile ma non perchè poi verrà un secondo tempo, ma per gestire da oggi il secondo tempo». Lo ha detto Guglielmo Epifani intervenendo alla Direzione nazionale del Pd.

EVITARE UNA DUPLICE SCONFITTA - Secondo l'ex leader Cgil «quella di oggi non è una discussione un po' finta con l'idea che i nodi verranno sciolti più avanti nel tempo, qui comincia qualcosa che dovrà trovare delle proposte di merito e delle chiavi per evitare di arrivare al prossimo appuntamento in una posizione di perniciosa subalternità», ha avvertito Epifani delineando all'orizzonte «due ipotesi che ci vedono sconfitti: se andrà in porto la soluzione che non vogliamo ci sarà una fase di divisione, e se salta l'unico compromesso possibile verremo accusati di essere responsabili e consegneremo il risultato non a Grillo ma alla destra con o senza Berlusconi. Per evitare duplice sconfitta, dobbiamo rimettere al centro questo mandato, affidarlo al gruppo dirigente, al segretario».

CLIMA DI AVVILIMENTO - Epifani mette in guardia dal pericolo che il Pd resti il solo a caricarsi tutta la responsabilità del paese mentre «tutti gli altri sono diversamente e variamente irresponsabili, questo meriterebbe vera discussione, tra gli irresponsabili io ci metto anche Monti perchè non gli perdono di aver messo Pd e Pdl sullo stesso piano».
Infine Epifani invita il partito a farsi carico della delusione che serpeggia sul territorio per la mancata vittoria: «C'è un clima di avvilimento, pensavamo di vincere, la frustrazione o la governiamo e rimettiamo in moto un movimento positivo oppure in giro non genererà nulla, mentre Berlusconi si prepara alla piazza il 23 e i grillini anche, dobbiamo evitare la sindrome da sconfitta, è difficile rimotivare ma non si può stare fermi, in periferia è molto molto avvertito questo problema».